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    TRE TALENTUOSI GIOVANI ANGRESI

    INTERVISTA A MARIA GIOVANNA DANISE, ARTURO ANTONIO RUGGIERO E RENATO MARRAZZO

    In un soleggiato sabato di fine settembre ho incontrato Maria Giovanna, 17 anni, e Arturo Antonio e Renato, 21 anni, che hanno partecipato ad una produzione teatrale patrocinata dal “Supercinema” di Castellammare di Stabia, nell’ambito del 90º anniversario della fondazione della sala.

    Com’è nato questo progetto teatrale?

    Maria Giovanna: Il progetto nasce per il teatro “Supercinema” di Castellammare di Stabia, che compie 90anni dalla fondazione. L’attuale patron del teatro – Natale Montillo – ha scelto di avviare un centro di produzione teatrale, per rendere il “Supercinema” un luogo di incontro, di scambio e di aggregazione di giovani. Per inaugurare questo nuovo percorso, si è scelto di affidarsi a Cristian Izzo, che è stato il nostro insegnante di teatro presso le “Tavole Palcoscenico Academy”. Quando è andato in porto il progetto, proprio per fare in modo che il “Supercinema” diventasse un luogo per giovani che fanno teatro, ha scelto di coinvolgere alcuni suoi allievi, facendo provini sia per gli attori che per altri ruoli di aiuto regia o di aiuto scenografia.

    Quale testo è stato scelto per la rappresentazione?

    Maria Giovanna: In alto mare, che è un testo di teatro dell’assurdo, scritto nel 1961 da Sławomir Mrożek. Quindi un testo di teatro contemporaneo, la cui regia è stata affidata a Gianfelice Imparato, che è stato da subito entusiasta di poter lavorare con dei giovani per la realizzazione di questo progetto e di lavorare ad un testo che potesse parlare al presente. La trama infatti racconta di tre uomini su una zattera, i quali, una volta finite le provviste, si troveranno di fronte al dilemma di chi sacrificare.

    Di cosa vi siete occupati?

    Maria Giovanna: Io sono stata aiuto-regia di Gianfelice Imparato, che ci ha tenuto a trovare una chiave di lettura per ciascun personaggio, anche minore.

    Arturo Antonio: Noi abbiamo ricoperto due ruoli “minori” – un postino e un servitore – ma possiamo dire che lavorare a questa produzione, e soprattutto con Gianfelice, uomo di teatro “assoluto”, dall’esperienza pluridecennale, è stata veramente un’occasione unica. Anche solo sentirlo parlare con gli altri attori per noi è stata una lezione continua.

    Renato: Oltre ad essere un’esperienza importante, è stato soprattutto un vero e proprio corso di formazione, avendo avuto la fortuna di poter apprendere insegnamenti preziosi sull’arte dell’attore. Gianfelice Imparato è non soltanto un professionista straordinario, ma anche una persona eccezionale! Ci ha accolto con professionalità ma anche con la dolcezza di un padre, accompagnandoci in questa esperienza. Infatti, pur avendo un ruolo di poche battute, si è dedicato a noi con lo stesso entusiasmo con cui ha seguito gli attori con ruoli maggiori. In questo modo ha enormemente valorizzato il nostro lavoro.

    Quando debutterete?

    Maria Giovanna: Lo spettacolo debutterà il primo novembre, e già sono in programma due repliche al Vomero a Napoli. Poi, nella prossima stagione sarà inserito in altri cartelloni.

    Che risposta vi aspettate dal pubblico, specie da quello dei vostri coetanei?

    Arturo Antonio: Lo sforzo è stato quello di trovare una chiave di lettura quanto più contemporanea possibile. Tutti abbiamo lavorato con grande passione a questa messinscena, per cui speriamo in una risposta altrettanto entusiasta del pubblico. Il “Supercinema” ha accettato la sfida di diventare un polo di scambio culturale, aperto all’accoglienza soprattutto dei nostri coetanei e di quanti vogliono avvicinarsi al mondo del teatro.

    Renato: In realtà, noi siamo soddisfatti soprattutto del percorso che abbiamo fatto per ottenere determinati risultati. Certo, andare in scena sarà fonte di grande soddisfazione.

    Maria Giovanna: Infatti, la “scommessa” è quella di unire profili generazionali diversi, ma anche persone provenienti da bacini territoriali diversi: non solo giovani stabiesi, ma anche, come noi, dall’Agro nocerino-sarnese, o da altre zone del napoletano.

    Allora questo è solo il primo passo di un lungo percorso? Cosa prevedete per il vostro futuro?

    Maria Giovanna: Natale Montillo ha sicuramente la volontà di far crescere il centro di produzione teatrale. Naturalmente i progetti futuri non sono stati annunciati, ma sicuramente qualcosa bolle in pentola.

    Arturo Antonio: Noi siamo fortunati, perché abbiamo trovato altri ragazzi con la nostra stessa passione per il teatro, che è un’arte un po’ marginalizzata. Vogliamo fare teatro e sicuramente abbiamo tanta voglia di metterci alla prova e lavorare sodo!

    Renato: Studio da cinque anni recitazione, e non ho alcuna intenzione di smettere!

    Pensate di fare qualcosa qui ad Angri?

    Maria Giovanna: Più che noi fare qualcosa ad Angri, bisogna vedere la possibilità che ne abbiamo, visto che ad Angri non c’è un teatro. Tuttavia, se ci fosse la volontà di valorizzare per esempio il castello, sicuramente saremmo entusiasti di darci da fare.

    Arturo Antonio: Se ci fosse questa possibilità, probabilmente tanti giovani potrebbero decidere di dedicarsi al teatro insieme con i loro coetanei.

    Renato: Ci dovrebbe essere lo sforzo di creare degli spazi dove i giovani possano dedicarsi alle proprie passioni artistiche a 360 gradi.

    Vincenzo Ruggiero Perrino

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