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    Christian de Vivo ci manda questa sua lettera invitando gli Angresi a riflettere sulla nostra comunità.

    «Guardiamo in faccia alla nostra realtà, se non vogliamo finire peggio di come siamo gia messi!»

    Buongiorno Direttore,

    Questa storia non la leggerà quasi nessuno. Molti pensano di conoscerla già. Come conoscono questo ragazzo. E la eviteranno. Perché è la storia di un ragazzo qualsiasi.

    Ebbene, solo per chi ha il coraggio di guardarlo in faccia, lui si chiama Ernesto. Giocava con me a scacchi tanti anni fa. Ha perso entrambi i genitori ed è stato divorato dalla droga e dall’alcol. Ha sperperato 50.000 euro del patrimonio dei suoi genitori, messi in mano a spacciatori e venditori di alcolici nel nostro paese.

    Ora è senza casa. È alto 1m e 80cm e pesa circa 40Kg. L’altro giorno mi ha contattato, dopo venti anni che non ci sentivamo, e mi ha chiesto 20€ per mangiare. Io glieli ho mandati e l’ho indirizzato ai servizi sociali, contattando l’assessore D’Aniello. Lui c’era già stato. Ma grazie all’inistenza mia e dei dottori ha finalmente accettato di entrare in una comunità di recupero. Ieri sera mi ha scritto perché voleva altri soldi, aveva fame e paura di morire. Fortunatamente per lui ero ad Angri per motivi di salute dei miei. Sono sceso e l’ho accompagnato a mangiare un panino in un pub. Gli ho pagato un pasto lasciando i soldi al gestore del locale anche per stasera. Non volevo che i miei soldi finissero ancora spesi in alcol e droghe.

    Questa è la foto poco prima di rilasciarlo al suo destino.

    Non ho potuto fare altro e ci sto male. Tutto questo solo per dare ai cittadini una testimonianza di ciò che succede nella nostra città. A 100 passi da casa nostra. Combatto da anni il degrado che sta stravolgendo il mio paese e le nuove generazioni. Ho fatto anche causa al Comune per l’incuria e l’inadeguatezza dei controlli sul territorio. I modelli di benessere basati sui soldi, sul consumo di droghe e di alcolici vanno assolutamente rivisti. Che diavolo di esempi stiamo offrendo ai nostri figli? Che razza di traffici abbiamo in questa città?

    Quelli di adesso generano tragedie come quella di Mario Carotenuto e storie come quella di Ernesto.

    La gestione del paese è nelle mani di veri e propri criminali. Da quelli dello spaccio di droga a quelli del cemento. Non di certo in quelle del Sindaco o dei futuri candidati alle elezioni comunali. Ma nessuno lo scriverà. Perché non c’è nessuno che lo vuole leggere. La politica non riesce a controllare, non controlla quasi niente più in Italia. Esistono ancora tanti che si vantano del fatto che il nostro Comune non sia mai stato sciolto per infiltrazioni malavitose. Ebbene c’è una cosa che ho notato sulla mia pelle ieri sera, che confuta tutto questo incauto ottimismo. Gli sguardi delle persone che ci vedevano. Gli occhi che si voltavano dall’altra parte. Che avevano fastidio a guardare. Le cose purtroppo vanno sempre così. Proprio come sui social network. Uno vede per due secondi qualcosa e poi guarda altro. Passa a quello che gli piace.

    Forse è proprio per questo che nessuno vuole più fare opposizione. Il motivo per cui si salta sempre sul carro dei vincitori. Perché guardare veramente il dolore degli altri da fastidio. A volte fa proprio male. Ma quello che è successo al mio amico poteva e potrebbe capitare a chiunque. Stiamo bene attenti. Lo so che è difficile a credersi, considerata l’attenzione che mettiamo quotidianamente per far andare bene le cose. Spero solo che non sia però la stessa attenzione che ho incontrato ieri sera nei vicoli della città.

    Christian de Vivo

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