Il grande ed indimenticato Massimo Troisi diceva di voler ricominciare da tre.
Agli Angresi, il 7 e l’8 giugno prossimi, si pone un grave, nel senso di serio, interrogativo: da dove, con chi e come ricominciare per rimettere al centro della pubblica amministrazione l’esclusiva cura del bene comune e riavviare anche per Angri un credibile e fattibile processo di crescita sociale ed economica, in forte connessione con il destino del comprensorio dell’Agro nocerino sarnese e della Campania tutta.
L’auspicio, visto anche la oltremodo preoccupante fase storica che vive il Mondo, è che tutti gli Angresi — quelli che hanno votato per i candidati che hanno guadagnato il ballottaggio (Scoppa e Mauri), quelli che hanno votato per Pepe e per Iozzino, e, soprattutto, quelli che non hanno trovato un motivo valido per esercitare il sacrosanto diritto costituzionale di scegliere la propria classe dirigente — partecipino tutti al 2º turno con il proprio voto, anche se non hanno più il proprio credibile candidato di riferimento, anche se non nutrono alcuna fiducia o considerazione nei confronti dei candidati che si affrontano nel ballottaggio e, ancorché, non condividono l’orientamento (non espresso) a far votare per l’uno o per l’altro, né l’apparentamento esplicito (leggasi accordo sottoscritto tra Mauri e Iozzino).
La comunità angrese, nel suo insieme (famiglie, associazioni, professionisti, imprenditori, commercianti, ecc. ecc.), ha la necessità e l’onere di farsi carico, con nuova e concreta partecipazione e determinazione, della cura del bene pubblico e di una sana e produttiva amministrazione comunale. In democrazia, come quella parlamentare italiana, dovrebbe essere una costante fondante ed acquisita che non governa solo chi vince le elezioni ma anche, direi soprattutto, chi le perde, che non solo deve svolgere un sacrosanto ruolo di controllo sull’operato di chi governa, ma funzionare, con forza e concretezza, come un governo alternativo fattivo e propositivo.
Se gli Angresi, e in merito non ci possono essere dubbi, amano il proprio paese, non possono, non hanno alcuna sostenibile ragione per rinunciare a determinare con il proprio voto a chi affidare, pur in presenza di remore e avversità, il governo cittadino sia come maggioranza amministrativa sia come minoranza amministrativa. Tutti, amministratori e cittadini, hanno l’onere di farsi carico dell’eredità, nel bene e nel male, lasciata dall’amministrazione Ferraioli e operare perché i programmi elettorali da impegni presi diventino il più possibile fatti realizzati.
E su tutto il resto, su quello che avviene nella vita reale e, ormai, molto più sui social della Rete digitale, saranno unicamente i fatti accertati e documentati a pesare.
Pensionato Ministero P.I. (Ass. Amm. presso Liceo La Mura di Angri).
Giornalista pubblicista. Laureato in Storia presso l'Università Federico II di Napoli.
Attore presso la compagnia amatoriale Anziteatro del Centro Iniziative Culturali di Angri.