
In occasione del 76° anniversario della fondazione della Città dei Ragazzi, il Comitato “Don Enrico Smaldone”, insieme all’associazione di promozione sociale Guestitaly e con il patrocinio del Comune di Angri, organizza per giovedì 10 luglio un evento speciale: il Party della Disconnessione.
L’iniziativa, che si terrà presso la villa comunale, dalle ore 16, è pensata per bambini e ragazzi e si propone come un pomeriggio gratuito, all’insegna del gioco e della socialità, libero dai cellulari. Verranno messi a disposizione circa trenta giochi manuali in legno, molti dei quali realizzati con materiali riciclati e ispirati a quelli antichi e artigianali del secolo scorso, simili a quelli costruiti nel laboratorio di falegnameria della Città dei Ragazzi fondata da Don Enrico.
A curare l’installazione dei giochi sarà l’associazione Il bello delle cose semplici, guidata da Raffaele Ferraioli: insieme ai volontari, accompagnerà i partecipanti alla scoperta del funzionamento dei giochi, favorendo il divertimento e la riscoperta della manualità.
L’evento vuole essere un tributo concreto all’opera educativa di don Enrico Smaldone, il sacerdote angrese per il quale è attualmente in corso la causa di beatificazione, e che dedicò la sua vita a offrire un futuro a orfani e ragazzi in difficoltà, dando loro accoglienza, formazione e opportunità lavorative.
La giornata si concluderà con un momento musicale a cura della band Sold Out, composta da giovanissimi talenti angresi: Gerardo Pallavicino (batteria), Filippo Scutiero e Marco Esposito (chitarre), Tommaso Esposito (basso), Giovanni D’Aniello (tastiera) e Ilaria Rispoli, voce del gruppo.
«Il nostro comitato, nato per promuovere e valorizzare la straordinaria figura di Don Enrico, ringrazio i nostri volontari, il sindaco e l’amministrazione che fa parte del comitato – dichiara il presidente Agostino Ingenito – non poteva non ricordare un anniversario così significativo. Non c’è famiglia ad Angri che non abbia avuto un contatto con quel prete scout, nato e cresciuto in via Ardinghi, che con passione e sacrificio ha dato vita alla Città dei Ragazzi, coinvolgendo l’intera comunità in uno sforzo generoso che ha lasciato un segno profondo nella storia educativa e sociale del nostro territorio, nel difficile dopoguerra».
