
Riceviamo e pubblichiamo
«L’amministrazione comunale di Angri ha pubblicato un bando rivolto alle associazioni per la gestione della biblioteca comunale.

Le associazioni hanno partecipato, investendo tempo, energie e progettualità.
Di quell’iter, però, è stata resa nota solo l’associazione vincitrice, mentre la graduatoria completa non è mai stata pubblicata.
Successivamente, l’associazione risultata vincitrice ha rinunciato.
A questo punto ci si aspetterebbe una scelta lineare e trasparente: lo scorrimento della graduatoria, nel rispetto del lavoro fatto da tutte le altre associazioni partecipanti.
Invece no.
Con una delibera di giunta, l’assessore sospende il bando e assegna direttamente a una cooperativa la gestione di un progetto — progetto sicuramente meritevole — ma senza alcun bando, senza alcuna procedura comparativa, senza alcuna partecipazione pubblica.
E allora le domande sorgono spontanee:
• Le altre associazioni hanno perso solo tempo partecipando al bando?
• Questo è rispetto per il terzo settore?
• Questa è programmazione amministrativa?
• È normale mettere a bando un servizio pubblico, sospenderlo e poi assegnarlo direttamente?
Qui non si mette in discussione il valore del progetto, ma il metodo.
Perché senza trasparenza, senza regole chiare e senza pari opportunità, la fiducia nelle istituzioni si indebolisce.
La gestione dei beni culturali pubblici merita serietà, coerenza e rispetto per chi partecipa.
Angri merita risposte chiare».
Marco De Simone, consigliere comunale (PSI)
