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    ANGRI ’80 GIUGNO 2026

    AVANTI INDIETRO TUTTA?!

    Le elezioni amministrative appena conclusesi, con la scelta dalla maggioranza degli Angresi del nuovo sindaco nella persona del professionista Alfonso Scoppa, ad un’analisi a caldo, opportunamente da approfondire nei prossimi numeri, possono essere viste come un sostanziale e netto spartiacque tra un’epoca che si chiude definitivamente e un’altra che si delinea per il futuro, la cui validità ai fini della centralità della cura del bene pubblico non è del tutto rassicurante.
    Diversi gli aspetti da analizzare per capirne la vera natura.
    L’USO QUASI ESCLUSIVO DELLA RETE E DEI SOCIAL PER ORIENTARE, SE NON CONDIZIONARE, IL VOTO DEGLI ELETTORI
    Sia i quattro candidati a sindaco che i 474 candidati al consiglio comunale, per arrivare a quante più persone possibili e convincerle a votare per loro, hanno concentrato la quasi totalità dei propri interventi sui social, in particolare FB, il che ha fatto crescere l’aspetto propagandistico, le tifoserie pro o contro, penalizzando il confronto nel merito delle questioni vitali lasciate irrisolte dall’amministrazione uscente e che continueranno a gravare sul prossimo futuro della comunità angrese.
    E, aspetto non poco inquietante, c’è stata altresì l’intrusione nell’agone elettorale di non pochi profili social anonimi, seguiti da molti internauti angresi, che hanno, più a torto che a ragione, più con fatti ancora da accertare che già accertati, esacerbato, se non inquinato, il confronto elettorale, anziché promuovere un reale confronto tra le forze politiche sulla presenza sempre più avvertita sul territorio di interessi illegali intenzionati ad infiltrarsi nella pubblica amministrazione per condizionarne le scelte.
    SCOMPARSA DEI PARTITI E NASCITA DI COALIZIONI “MACEDONIA”.
    Questa tornata elettorale, nella storia politico-amministrativa cittadina, sarà ricordata altresì, per la scomparsa delle sigle dei partiti del Centrosinistra e del Centrodestra, tranne per il movimento-partito dei Cinquestelle.
    Sostanzialmente si sono coagulate e confrontate, non proprio su fronti opposti ed alternativi, a poco più di un mese dal voto del 1º turno, coalizioni in cui, più che istanze politiche attive ed operanti con continuità sul campo, storie e vicende personali di esponenti politici già alquanto vissute e consumate in precedenti amministrazioni comunali.
    Tra tutte quella che ha maggiormente e più nettamente assunto i caratteri di una coalizione “macedonia” tra storie politiche di destra, di centro e di sinistra è stata proprio l’aggregazione a supporto del candidato sindaco Alfonso Scoppa, il quale ha, invece, fatto del cambiamento il punto portante della sua proposta amministrativa. La prima nota contraddittoria, se non peggio, è stata la trasmigrazione, veicolata dall’accordo elettorale tra Mazzola e Scoppa, nell’aggregazione dello stesso Scoppa di una consistente quota di consiglieri ed assessori della maggioranza amministrativa uscente (consiglieri Giuseppe Del Sorbo, Carmela Fattoruso, Diana D’Antuono, Giuseppe Conte, assessori Mariagiovanna Falcone, Maria Immacolata D’Aniello e Salvatore Mercurio) che hanno condiviso ed avallato a pieno, fino a pochi giorni fa, tutto l’operato e le incompiute degli 11 anni di governo a guida Ferraioli.
    Riproponendosi artatamente come assertori del cambiamento.
    AAA: “CAMPO LARGO” CERCASI
    A certificare poi lo stato politico assai critico e problematico del Centrosinistra cittadino e del Partito Democratico, dopo il fallimento del tavolo per la formazione di un “Campo largo” angrese e per una condivisa candidatura alla carica di sindaco, c’è stato altresì l’approdo nella coalizione di Scoppa di esponenti del PD (Gianluigi Esposito, segretario locale, del consigliere comunale uscente Domenico D’Auria e della dirigente provinciale Gina Fusco) che hanno dato vita ad una lista (Alleanza Progressista) che ha aggregato esponenti democratici e socialisti, portando a casa l’elezione di 2 consigliere (proprio Gina Fusco e Anna Conte).
    In contrapposizione critica a questa scelta, c’è stata l’aggregazione nella coalizione di Pasquale Mauri della lista “Angri Rinasce Democratici” che ha unito anche qui esponenti democratici ed ambientalisti (Caterina Barba, Giancarlo Palmiro D’Ambrosio, Salvatore Abate, Eugenio Macchia, Tina Esposito) e della lista “Avanti-Psi” (Marco De Simone, consigliere uscente, e Floriana D’Antonio, Presidente dell’associazione “Il Chianiello”, recentemente candidata per il Psi al consiglio regionale della Campania.
    CHE CI FATE LÌ?
    Parafrasando il titolo di un’apprezzata trasmissione televisiva d’inchiesta su RAI3, ha destato altresì non poca meraviglia, se non perplessità, anche l’approdo nella coalizione Scoppa, definita di centrodestra anche dal quotidiano Il Mattino, di esponenti ex comunisti a supporto della candidatura a consigliere di Alfonso Raiola, già candidato a sindaco per Rifondazione comunista.
    L’onere dei prossimi mesi, per quanti si sentono ancora parte dei valori e dei contenuti programmatici del Centrosinistra, è quello di rimettere in piedi ad Angri un “Campo Largo” credibile, operativo e convincente, nonché propositivo su non poche questioni aperte.
    GLI ANGRESI HANNO PUNTATO TUTTO SU SCOPPA
    Tutte queste problematiche, compreso il bailamme della campagna elettorale, per la maggioranza dell’elettorato che ha votato ed ha determinato il risultato elettorale, sono passati in secondo piano, se non sono stati proprio ignorati.
    Così come è stato vissuto normalmente la scomparsa dal dibattito elettorale delle problematiche economiche, sanitarie, ambientali, educative, viabili, del comprensorio dell’Agro nocerino sarnese, in cui Angri è pienamente inserita e che non possono essere affrontate e gestite al meglio se non uscendo con convinzione e del tutto da un’asfittica ottica meramente municipalistica e perdente.
    PARTECIPAZIONE CRITICA E RESPONSABILITÀ
    Gli Angresi, sia la borghesia imprenditoriale e professionale che pesa, sia il ceto popolare, hanno puntato tutto sul professionista Alfonso Scoppa, riponendo in lui la piena fiducia per un concreto cambiamento nel governo del bene pubblico cittadino.
    Ma è auspicabile, alla luce del diffuso disinteresse dei cittadini manifestatosi in questi anni per le vicende amministrative e del territorio, che il voto degli stessi Angresi non sia stata l’ennesima delega in bianco, ma un segnale di ritorno attivo e critico alla partecipazione alla vita politico-amministrativa.
    Così come è auspicabile che i due gruppi di minoranza si attrezzino per tallonare come un operativo “governo ombra” l’amministrazione Scoppa con proposte concrete e realizzabili su tutte le questioni lasciate aperte ed irrisolte dalla Giunta Ferraioli e dalla sua inconcludente maggioranza consiliare.

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