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    Negli spazi della libreria Mondadori Bookstore di Nocera Inferiore è stato presentato il libro di Francesco Fanti “Libero: storia di autismo quotidiano”

    L’impegno della Fondazione Scoppa sull’autismo

    Nel volume le storie di neurodivergenza diventano un racconto per tutti, abbattono il muro dell’isolamento.

    G. Sinatore, C. Napolitano, F. Fanti, S. Rizzano

    Riceviamo e pubblichiamo

    Raccontare la disabilità senza cedere alla retorica del dolore o al pietismo. È questa la sfida, ampiamente vinta, da Francesco Fanti nel suo ultimo libro “Libero. Storie di autismo quotidiano” (D’Amato Editore). L’opera presentata, lo scorso 25 giugno, negli spazi della libreria Mondadori Bookstore di Nocera Inferiore, sta già sollevando un profondo interesse nel dibattito culturale, clinico e scientifico del territorio. Il merito principale dell’autore risiede nella capacità di mostrare a nudo il “dietro le quinte” della psicoterapia. Fanti svela una realtà complessa, fatta di conquiste silenziose e fatiche immense, spesso del tutto invisibile a chi guarda dall’esterno.

    L’affollato incontro di presentazione, moderato con cura dall’editor Celeste Napolitano, ha visto la partecipazione di un qualificato tavolo di esperti. Diverse figure di spicco del panorama clinico locale hanno analizzato l’impatto sociale dell’opera, stimolando un confronto approfondito sul tema della neurodivergenza.

    Tra gli interventi principali è emerso quello della dottoressa Serena Rizzano, psicoterapeuta e responsabile del Servizio di Psicoterapia della Fondazione “Peppino Scoppa”.

    Il legame tra la professionista e l’autore è radicato nel tempo: la dottoressa Rizzano è stata infatti tutor di tirocinio di Fanti proprio presso la struttura, e la sua esperienza professionale e umana ha ispirato la figura della tutor nel libro, personaggio al quale l’autore ha scelto di attribuire il suo stesso nome.

    Nel suo accorato intervento, la psicoterapeuta ha evidenziato come la letteratura autentica possa trasformarsi nel più potente strumento di divulgazione scientifica ed empatia sociale.

    Nelle pagine di “Libero” non si trovano freddi dati statistici o schemi clinici astratti, ma la carne viva di storie vissute. Al centro della narrazione si colloca l’esperienza quotidiana della Fondazione Peppino Scoppa, da anni autentico punto di riferimento regionale nel supporto alla neurodivergenza e alla riabilitazione. L’approccio profondamente umano, sartoriale e personalizzato della fondazione trova nelle pagine di Fanti una cassa di risonanza ideale. Il lavoro terapeutico d’eccellenza esce così dalle stanze cliniche e si trasforma in una testimonianza accessibile a tutti.

    L’obiettivo ultimo dell’opera coincide con la missione stessa della Fondazione: rompere l’isolamento sociale e culturale che troppo spesso circonda le famiglie dei pazienti neurodivergenti, offrendo loro una rete interconnessa di ascolto e inclusione.

    Come ricordato dal saggista Gerardo Sinatore nel corso del dibattito, il libro non si limita a essere una cronaca di sofferenze o barriere quotidiane. Si tratta, al contrario, di un vero e proprio manifesto politico e culturale. L’opera si configura come un invito collettivo a cambiare radicalmente prospettiva: guardare all’autismo non come a un universo a sé stante, separato e distante, ma come a una parte integrante, ricca e imprescindibile del nostro mondo comune.

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