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    Il PD, che da tempo tiene sotto mira in modo particolare la gestione dei Servizi Sociali, all’inizio di settembre, in vista ormai delle prossime elezioni regionali e comunali, ha nuovamente sferrato una dura critica all’operato dell’assessora Maria D’Aniello, non risparmiando anche appunti sui suoi posizionamenti politici e sulle sue uscite sociali, in reale ed in Rete. Si è partiti a fine agosto con un’intervista in Rete della consigliera Caterina Barba e si è poi, dopo una prima ribattuta della D’Aniello, rincarato la dose con un comunicato a firma del segretario Gianluigi Esposito e dei consiglieri Barba, D’Antonio, D’Auria. La D’Aniello non si è intimidita e ha difeso, sia nella prima che in una seconda ribattuta, il proprio operato durante le due amministrazioni Ferraioli, in piena e produttiva collaborazione con la società consortile “Comunità Sensibile”.

    Si avvicinano le elezioni regionali e comunali e comincia a crescere la temperatura del confronto tra maggioranza ed opposizione.

    PESANTE CRITICA DEL PD A MARIA D’ANIELLO, ASSESSORA AI SERVIZI SOCIALI, CHE RIBATTE ESPONENDO L’OPERATO SUO E DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE TRAMITE LA CONSORTILE “COMUNITÀ SENSIBILE”

    INTERVENTO DI CATERINA BARBA su SESTANTE.TV

    Secondo Barba, mancherebbero all’assessore le basi per programmare interventi efficaci e, dopo dieci anni di attività, il quadro appare immobile, privo di cambiamenti significativi.

    Comunità Sensibile sotto osservazione

    Le critiche si estendono anche alla società consortile “COMUNITÀ SENSIBILE”, da tempo al centro del dibattito politico locale e oggetto di valutazioni critiche sul suo operato.

    Una posizione politica “borderline”

    La consigliera evidenzia inoltre le ambiguità della posizione politica dell’assessore D’Aniello, che definisce “borderline”, oscillante tra centrodestra e centrosinistra. Una condizione che, in vista delle prossime elezioni regionali, secondo Barba equivale a “tenere due piedi in una scarpa”.

    Critiche anche su giovani e commercio

    Infine, Barba annuncia nuove uscite pubbliche per contestare la gestione delle politiche giovanili e del commercio, ambiti che considera altrettanto carenti e privi di programmazione.

    L’ASSESSORA D’ANIELLO, SUL SOCIAL FACEBOOK, RIBATTE ALLE CRITICHE MOSSELE DALLA CONSIGLIERA BARBA E SORVOLA SULL’APPUNTO DI ESSERE POLITICAMENTE “BORDELINE”

    Apprendo da titolatissimi Organi di stampa che a parere della Consigliera Caterina Barba le politiche sociali del comune di Angri sono ferme al palo!

    Leggo, rileggo, lo faccio attentamente, e dico: “il comune di Angri, oggi, è il comune della provincia di Salerno (la terza provincia più grande d’Italia) che offre più servizi sociali!

    Poi, li elenco, tra me e me:

    – centro polifunzionale per minori;

    – centro polifunzionale per disabili;

    – centro per la famiglia;

    – centro antiviolenza;

    – nidi per l’infanzia;

    – il Pronto intervento sociale;

    – programma mirato di tutoraggio educativo per famiglie in carico ai servizi sociali (Progetto PIPPI);

    – tirocini di inclusione sociale per indigenti e diversamente abili per numero complessivo di 20 beneficiari;

    È questo forse il palo di cui blaterava la Consigliera Barba? Cioè, il palo inteso come punto di partenza della gamma di servizi che mette in campo con la Consortile?

    Se vogliamo poi approfondire le vicende che sono gestite direttamente dal comune, possiamo fare un accenno anche a quelle! Ma sono talmente tante che ci vorrebbero pagine per elencarle, lo farò successivamente.

    Oh, Dio, un Consigliere Comunale dovrebbe conoscerle, dovrebbe aver letto le carte. Dovrebbe, appunto.

    Vabbè, diciamo che il Comune di Angri, nell’anno contabile 2025, ha stanziato a Bilancio euro 1.129.443,42….lo scrivo anche a lettere per coloro che non hanno dimestichezza con i numeri “unmilionecentoventinovemilaquattrocentoquarantatre, 42 euro”….e questo è un altro palo, a fissare quello che è definibile come un caposaldo della nostra città: Angri avanguardia dei servizi sociali di livello regionale! Il resto? Chiacchiere da Bar, e mancanza di studio e approfondimento, soprattutto questo.

    In questi anni abbiamo dato dignità e sostegno a tutte le fasce fragili della nostra comunità, senza lasciare indietro nessuno.

    Oggi alla vigilia della campagna elettorale, qualcuno che in Consiglio Comunale non ha mai preso parte a un dibattito ne’ avanzato proposte, cerca visibilità attaccando proprio i servizi sociali.

    Le critiche sono legittime solo se accompagnate da idee e impegno concreto: altrimenti restano slogan vuoti.

    La gente ha bisogno di verità, non di propaganda!

    IL PD RINCARA LA CRITICA CON UN PESANTE COMUNICATO

    Barba, D’Auria, D’Antonio

    L’assessore delegata uscente alle politiche sociali Maria D’Aniello elenca centri inutili, dimentica poveri e disabili, ostenta titoli dubbi, rincorre like sui social. Tra milioni spariti e dimissioni teatrali, resta simbolo di decadenza politica angrese.

    L’assessore D’Aniello e l’arte delle contraddizioni

    Il panegirico dell’assessore Maria D’Aniello è un patchwork mal riuscito: tanto copia e incolla, mancanza di vedute e, soprattutto, nessuna reale conoscenza delle problematiche sociali della città. Un esercizio di retorica che scivola spesso nel ridicolo, con dichiarazioni slegate dalla realtà quotidiana, da intelligenza artificiale.

    Pronto intervento sociale inesistente e Centro Anziani Il cosiddetto pronto intervento sociale davvero funziona come dovrebbe? Le strade ci raccontano di un disagio psichico e sociale diffuso: una città che somiglia più a una colonia improvvisata per nudisti più che a un centro urbano. Mentre l’assessore annuncia servizi, i cittadini percepiscono solo degrado.

    Tra le sue indubbie e capricciose performance anche quella di avere alimentato una frattura tra gli anziani del Centro di Via Colombo tanto da forzare l’apertura di un altro centro speculare in Via Leonardo Da Vinci con ulteriori esborsi per le tasche dei cittadini. D’Aniello in questi anni ha alimentato la “guerra degli anziani”.

    Centri di accoglienza e numeri che parlano

    Nel suo lungo post autocelebrativo, D’Aniello elenca centri di accoglienza che, messi tuti insieme, riescono a offrire qualche servizio a poco più di un centinaio di utenti. È questa la missione di un

    assessorato alle politiche sociali in una città di circa 35mila abitanti? Se così fosse, significherebbe vivere in una città fiorente, con un tessuto sociale ricco e sano. La realtà è ben diversa: gli ultimi, i poveri che non arrivano a fine mese, gli anziani soli e i portatori di disabilità –

    che hanno bisogno di assistenza domiciliare – vengono dimenticati o emarginati.

    Il caso di un cittadino non deambulante: una beffa amara

    La vicenda di un cittadino non deambulante è emblematica: da due anni vive in condizioni inumane e l’assessore, in due anni, ha saputo offrirgli soltanto una prospetiva umiliante: il ricovero in una RSA. Un insulto per un uomo che ha poco più di cinquant’anni.

    Comunità Sensibile e milioni scomparsi

    Nella società consortile Comunità Sensibile, D’Aniello si dice commissariata dal collega Massimo Sorrentino e Annalisa Galasso, membro del CDA, ma resta senza risposte la vera questione: ma come si fanno ad impregnare 1,2 milioni di euro? Siamo sicuri che stia dicendo la verità? Non sembra, avrà letto male come suo solito visto il precedente con le assistenze domiciliari per le quali causa mancata programmazione l’ente ha dovuto ricorre ad un riequilibrio di bilancio a giugno. Senza questo provvedimento anziani e fasce deboli sarebbero rimaste senza assistenza per il resto dell’anno solare.

    Ancora D’Aniello ha lungamente insinuato che i fondi dedicati del suo assessorato sarebbero stati spostati e spesi per festini e altro dai suoi colleghi di maggioranza, lo fa come chi spiffera pettegolezzi al bar. La politica seria non accusa a mezza voce: denuncia e prende le distanze.

    Dimissioni a intermittenza D’Aniello ha collezionato dimissioni dalla sua stessa maggioranza, salvo poi rientrare, sempre per protesta e “amor di popolo” come afferma. Un teatrino stanco che dimostra soltanto una cosa: non si riconosce più nella coalizione che dovrebbe rappresentare, eppure resta aggrappata alla poltrona.

    Titoli e titoletti

    L’assessore si compiace del titolo di “dottoressa”. Peccato che oggi basti poco per appendere una pergamena al muro, e a guardare certi suoi interventi sembra che lo studio sia rimasto un dettaglio saltato. Il titolo, più che segno di competenza, appare come un vezzo da ostentare.

    Il lessico dell’ignoranza

    Persino nel linguaggio tradisce i suoi limiti e di chi la segue comunicativamente: si ostina a parlare di “disabili”, quando ormai il termine corretto è “portatori di disabilità”. Una sfumatura che non è solo lessicale, ma anche culturale. Segno di un’ignoranza che pesa più di qualunque refuso.

    La passerella social

    E poi c’è la sua ossessione: i social. Tra video che generano ilarità, foto di circostanza, sorrisi finti e frasi fatte e di repertorio, sembra più concentrata a collezionare like che a risolvere problemi. Una politica trasformata in passerella digitale, dove ogni post è un esercizio di vanità e ogni proclama scivola nel grottesco.

    Sicurezza, commercio e decadenza

    Cosa hanno fatto D’Aniello e il suo sodale, il presidente del Consiglio Massimo Sorrentino, sul tema sicurezza? La città è in preda a tossici, ludopatici e alcolizzati di ogni età, che mettono a rischio i nostri figli e la comunità. La delega al commercio, da loro detenuta e mai gestita, ha portato al “decesso sociale” e commerciale non solo del centro cittadino: un tempo vivo e animato, oggi un cimitero urbano di serrande abbassate.

    Ambizioni mascherate

    Il progetto vero di D’Aniello non è sociale né amministrativo, ma personale. La candidatura a sinistra, o forse a destra, già firmata e nascosta, lo dimostra. Dietro le parole di dignità e sostegno si legge solo l’ambizione di sopravvivere politicamente, con la solita partita truccata delle tre carte.

    Cosimo Ferraioli e la Famiglia Sorrentino, se avessero realmente a cuore la città, si sarebbero dimessi anni fa. Ma la realtà è sotto gli occhi di tutti: ci auguriamo solo che gli elettori siano finalmente consapevoli di questo decennio flagellato di fallimenti e votino consapevoli senza farsi condizionare da spese solidali momentanee, cibi sospesi e uova di cioccolata surrogate. D’Aniello la favola sta terminando, il lupo cattivo è dietro l’angolo.

    Il Segretario Cittadino, Gianluigi Esposito

    I consiglieri comunali del Partito Democratico di Angri: Caterina Barba, Roberta D’Antonio e Domenico D’Auria

    LA D’ANIELLO, SEMPRE SU FACEBOOK HA RIBATTUTO ANCHE AL DURO COMUNICATO E DIFESO IL SUO CAMMINO POLITICO

    Decadenza politica?  Io scelgo di essere simbolo di impegno e di umanità!

    Mi accusano di non saper parlare bene l’italiano, di sbagliare qualche verbo, di scrivere con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Forse è vero: non sono perfetta, e qualche errore lo faccio, ma ci metto cuore e umanità, e questo non si acquisisce con lo studio, è un dono naturale.

    Ma a differenza loro, che hanno fatto della politica una carriera di parole e di critiche, io in questi dieci anni ho lavorato. Ho costruito. Ho dato risposte.

    Loro hanno sempre saputo solo criticare, senza mai proporre soluzioni, senza mai risolvere un problema reale.

    Oggi sono le stesse persone che fanno una politica “ad personam”, che attaccano me soltanto perché in procinto delle elezioni serve distruggere qualcuno. Ma la verità è sotto gli occhi di tutti: dieci anni di politiche sociali concrete, servizi, progetti e sostegno per le persone più fragili. Non chiacchiere, fatti.

    I cittadini non hanno bisogno di slogan né di rabbia: hanno bisogno di punti di riferimento, di chi risponde anche la sera tardi a una telefonata per ascoltare e trovare una soluzione. Questa è la mia politica, ed è la sola che conosco.

    Se per loro “politica” significa insultare, delegittimare e seminare negatività, allora sì, Dio me ne scampi dalla loro politica.

    Io sono orgogliosa di non aver mai preso una tessera di partito come loro. E oggi lo dico con forza: non avrei potuto fare scelta migliore.

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