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    23 ANNI DOPO IL “SOGNO”, RIMASTO SOGNO, PUÒ TRASFORMARSI IN UN “INCUBO”: UNA MERA ULTERIORE COLATA DI… CEMENTO NEL CUORE DI ANGRI

    Ad Angri, come in tutto l’Agro (rimasto senza una significativa rappresentanza in ambito regionale), c’è bisogno di un nuovo “Risorgimento”, ma per concretizzarlo la comunità locale nel suo insieme, con l’impegno rinnovato delle “anime” più avvertite, deve dare vita ad una classe dirigente, affidabile sul piano delle capacità ed etico, di cui al momento si avverte un grande bisogno.

    Andati a vuoto i diversi progetti presentati e discussi nelle amministrazioni comunali che si sono succedute fino ad oggi, recentemente gli eredi dell’industriale conserviero Antonino Russo hanno ceduto l’area dismessa ad una cordata di imprenditori immobiliari di fuori Angri. Corre voce che gli imprenditori, nell’intento di mettere a profitto l’investimento fatto, stiano facendo pressing lobbistico sull’Amministrazione comunale perché si possano rivalutare le volumetrie edilizie realizzabili.

    Quanti si apprestano a proporsi come amministratori della comunità angrese, come candidati a Sindaco o come consiglieri, dovranno dire con chiarezza come intendono porsi di fronte a tale corrente richiesta che, se accolta, potrebbe determinare una considerevole realizzazione di nuovi immobili nel cuore della città, con una ennesima pesante ricaduta sui suoi già degradati livelli di vivibilità.

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