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    Sabato 14 marzo 2026, alle ore 18.00, sarà inaugurata, presso la Galleria “Civico 23” di Salerno

    Le “Attrattive Geometriche” dell’artista Gianni Rossi in mostra



    Gianni Rossi è un pittore che fa parte della corrente artistica definita astrattismo geometrico, attivo già nel 1968, poiché fin da subito ha sviluppato un linguaggio basato su forme razionali, partendo dal paesaggio campano che viene rielaborato in forme geometriche, diventando la sua matrice distintiva tanto da essere considerato un esponente di spicco della “linea napoletana” dell’astrattismo come sottolineato da critici quali Enrico Crispolti.

    Scrive di Gianni Rossi la critica d’arte Cristina Tafuri:La sua storia, ormai lunga e ricca di avvenimenti e di incidenze, è la storia di una verifica, attuata prima sulla materia, traferita poi alla struttura. Questa verifica, elaborando con coerenza le componenti di una visione normativa e razionale, ha portato alla semplificazione degli organismi compositivi e degli stessi pigmenti cromatici. Semplificazione che, logicamente non vuol dire rifiuto di certi complessi valori del fare artistico e della percezione, ma ricerca di una modalità di comunicazione più diretta ed immediata. Il campo di lavoro, il campo quindi della propria cosciente operazione, è totalmente identificato da Rossi con quello della possibile percezione. Perciò l’opera risulta chiusa in sé stessa: non lascia, infatti, adito a prolungamenti al di fuori della sua oggettività, non è “aperta”, rifiutando sia il ricorso alla memoria sia a quello di una progettazione ipotetica al di là del proprio presente. Ciò che configura l’opera di Gianni Rossi è, dunque, la ricerca della purezza formale, la rivendicazione dell’arte come “attività artigianale” applicata al dipinto. Dipingere per Gianni Rossi significa recuperare il valore della percezione nella sua interezza di fenomeno vitale, dissociandola dal riferimento nozionale, rivalutando la capacità di concentrazione e di immaginazione dell’uomo (anche a livello di “idea”) alienato e oppresso dall’universo artificiale da lui stesso creato. Nell’artista l’idea si evidenzia e si propone proprio attraverso la manualità del suo operato, poiché, come suggerisce Francastel, nella pratica artistica è riscontrabile una componente operativa, più specificatamente fabbrile, che si situa al di qua del linguaggio e della comunicazione anche se poi interagisce con essi. La sua opera è una confessione di una lunghissima e ininterrotta fede nella manualità come umanità più autentica che corre lungo tutto l’arco della sua pittura. Dall’inizio del suo percorso artistico ha sempre realizzato una astrazione assoluta attraverso la rinuncia totale delle immagini, assumendo la geometria come principio germinativo delle forme, allargandosi col segno e col colore all’evocazione dello spazio e delle sue metamorfosi, all’equilibrio e alla organizzazione formale, intese come controllo del gesto emozionale, perché “la poetica dell’astrazione non mira a un ritiro dal mondo bensì a penetrarne l’essenza”. (F. Menna).

    La sua attrazione per la ricerca astratta, nella declinazione di astrattismo geometrico, sin da quando frequentava l’Accademia a Napoli, negli anni sessanta, si caratterizza per due componenti, realismo e architettonicità. Realismo come rifiuto di una dimensione spiritualistica o idealizzante, architettonicità come sistematicità funzionale, non come schematizzazione. Il suo itinerario artistico muove da composizioni in cui prevalgono forme geometriche quadrangolari, rese dinamiche dall’apporto di colori timbrici. Il colore, infatti, è per lui oggettivamente un materiale della costruzione pittorica. Nella tecnica di Rossi la struttura generale può essere dinamica quanto statica: linee rette o curve non definiscono una forma ma suggeriscono una compenetrazione tra forma e superficie. Sulle superfici, esaltate o appiattite in piccoli scarti di piano, nel segno di una linea o di una diagonale, in successioni quasi temporali di un assiduo, meticoloso dosaggio degli elementi compositivi, fissa, infatti, il valore della percezione quale possibilità di investigare i principi generatori
    dell’esperienza visiva. La superficie diventa trama pittorica, testimone dell’azione del pittore, indagine conoscitiva che non diventa mai racconto o speculazione sull’inconscio, ma emozione che sussiste contestualmente alla durata di realizzazione del quadro. E tra quelle pieghe materiche emergono i colori che vanno dall’acceso rosso e arancione, impreziositi di barlumi di dorato, a blu freddi, con i quali Rossi sembra registrare la sua esistenza. Nei suoi lavori la tensione visiva trova non un semplice appagamento estetico, ma un ordine su cui riflettere, per cui ogni suo quadro non può considerarsi come un risultato concluso, ma come uno stimolo, un programma”.

    14/28 marzo 2026
    Opere di: Gianni Rossi
    Inaugurazione mostra: 14 marzo ore 18.30
    Orario visite: Martedì-sabato ore 18.00-20.00
    Civico 23 No Profit Art Space
    Via Parmenide n. 23, Salerno

    Servizio a cura di Filippo Maria Toriello

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