Già inviata all’ambasciata di Israele a Roma
Riceviamo e pubblichiamo
Signor Netanyahu,
quale cittadino italiano angosciato dalla tragedia di Gaza desidero porle alcune domande, cercando di vedere le cose anche dal suo punto di vista, che è quello del diritto di Israele al riconoscimento e alla sicurezza, senza essere minacciato di distruzione o subire cose orribili come quanto accaduto il 7 ottobre, perché per riportare il problema palestinese al centro dell’attenzione mondiale Hamas ha scelto una strada orribile e una reazione è giustificabile.
– Ma è proprio necessario uccidere decine di migliaia di donne, vecchi e bambini che non si sono macchiati di alcun crimine? Che c’entra uccidere donne e bambini con la lotta al terrorismo?

– Uno degli eserciti più potenti e organizzati del mondo non è capace di entrare nei tunnel ove si nascondono gli uomini di Hamas, stanarli e ucciderli? Certo sarebbe come Stalingrado e ci sarebbero più morti tra i vostri soldati; è più facile colpire un ospedale o una scuola facendo tante vittime civili se si ha il sospetto che lì sotto si nasconda un terrorista. In Libano avete ucciso quel capo terrorista entrando con un drone con videocamera in casa sua, dimostrando che si può colpire con grande precisione quel che si vuole. A Gaza invece il vostro esercito ha commesso tanti errori da far pensare che non si tratti di errori. Non è che volete agire proprio così? Uccidere quante più persone è possibile, distruggere quanto più possibile, per costringere la popolazione civile ad andare via, occupare tutto il territorio, annettere Gaza e Cisgiordania?
– Il vostro popolo ha tanto sofferto nel 900 per le persecuzioni e la shoah, nessuno al mondo più di voi conosce che significa subire lutti e sofferenze. Questo dovrebbe indurvi a non percorrere la stessa strada, non praticare la vendetta, la rappresaglia (molto più di 10 a 1) usando la fame come arma di guerra, come neanche negli assedi medioevali, come nei campi di concentramento!
– Non pensa che gli aiuti alla popolazione civile vadano gestiti da paesi terzi, dalla Croce Rossa e da una forza di peacekeeping delle Nazioni Unite, non certo da Hamas che ne approfitta, ma neanche da voi, che avete dimostrato di non esserne capaci? Come si fa a far marcire alimenti di mille camion? Durante la grande guerra il governo italiano non favorì la distribuzione di pacchi di cibo e vestiario che le famiglie inviavano ai soldati prigionieri e alla fine ne trovarono un milione e mezzo fermi alla frontiera e nel frattempo decine di migliaia erano morti di fame e stenti. Come si fa a pensare a solo 4 punti di distribuzione cibo per 2 milioni di persone, a non organizzare percorsi sicuri in cui i camion non siano assaltati da gente affamata o peggio da Hamas? Dove è il vostro controllo del territorio se solo il 10% degli aiuti arriva a destinazione? Riuscite a dar da mangiare senza uccidere o la fame è una scusa? Uccidere chiunque si accalca per chiedere cibo è disumano!
In tanti si sforzano di dare un nome a quel che succede, la differenza è che allora molti non sapevano, ora tutti sappiamo tutto subito, e giudichiamo senza attendere il verdetto della storia.
– Volete colpire la popolazione civile perché si ribelli ad Hamas, come si bombardavano le città nella seconda guerra mondiale per fiaccare il popolo o fare in modo che si ribellasse a chi lo governava ma Hamas tiene in ostaggio i palestinesi, e la vostra politica non li allontana da Hamas ma produce l’effetto contrario. Anche il vostro governo tiene in ostaggio la società civile israeliana che in buona parte protesta e non vi condivide! Se non ci credete perché avete paura di libere elezioni? La guerra continua anche perché la pace porterebbe a elezioni che lei perderebbe.
– Perché, lei se ne rende conto, la guerra la state perdendo. Come si spiega altrimenti quei guerriglieri che, quando c’è da uscire in TV, compaiono ben armati, con le divise nuove tutte uguali, i Suv nuovi? I soldati della prima guerra mondiale erano sempre sporchi, laceri, affamati e sofferenti. E anche se col tempo potreste avvicinarvi alla vittoria in realtà questa guerra non finirà mai, per il clima di odio e rancore che pervaderà questa e le successive generazioni. Per ogni morto avrete decine di terroristi che vi giurano vendetta! Si vincevano le guerre ai tempi di Napoleone. Da allora le guerre le han sempre perse tutti e non son mai finite. Voi rispondereste che la seconda guerra mondiale è finita con la sconfitta dei regimi nazi-fascisti. Ma allora si capiva chi era dalla parte giusta della storia e chi dalla parte sbagliata!
– Se esistesse una comunità internazionale, una Europa intesa come comunità di persone e di valori e non di potere e interessi, di ignavi se non addirittura complici, non l’ Europa che intervenne in Serbia ma permise Srebrenica, che sanziona 14 volte la Russia ma non sanziona mai Israele, che condanna a parole ma incapace di fatti concreti come smettere di vendervi armi e commerciare con voi, che sbandiera “due popoli due stati” come una formula vuota, senza spiegare come si fa a mandare via i coloni dalla Cisgiordania, a ridare Gaza ai palestinesi, a unire questi due territori … Appunto! Se esistesse … . Da un uomo come Trump, rozzo, senza cultura, che con la forza dei soldi e delle armi fa il gradasso, non mi aspetto niente, ma se esistesse una Europa e un O.N.U. che, recuperando valori tanto sbandierati quanto perduti, inviassero una forza di interposizione, di peacekeeping a Gaza, per fermare sia voi che Hamas, e intavolasse una trattativa su Cisgiordania e anche Gaza solo con l’Autorità Nazionale Palestinese escludendo Hamas, vi fermereste o dichiarereste guerra al mondo? O siamo sotto ricatto perché fate il “lavoro sporco” al posto nostro?
– Questa lunga storia inizia con la diaspora, quando nel 70 d.C. dopo la sconfitta con i romani gli ebrei dovettero andar via. Lei sa che ai tempi della prima guerra mondiale, mentre gli inglesi promettevano la Palestina alle popolazioni che lì vivevano se li avessero aiutati a sconfiggere l’impero ottomano, nello stesso momento con la dichiarazione Balfour dichiaravano di favorire gli insediamenti ebraici in Palestina per assicurarsi che la comunità ebraica in America facesse pressione per l’ingresso in guerra degli USA a fianco degli anglo-francesi. Poi gli inglesi si rimangiarono le promesse fatte, la Palestina rimase a loro come protettorato, ma favorirono l’immigrazione di ebrei, che cominciarono ad arrivare, acquistare terre dai palestinesi, fino ad un 30% di abitanti e di terra in loro possesso. Dopo l’olocausto e la fine della seconda guerra mondiale il mondo era in debito con voi, che avevate diritto a una vostra patria, ma se nel 1918 l’Inghilterra e la Francia avessero fatto un passo indietro e fosse nato lo stato indipendente di Palestina non pensa anche lei che la storia, a torto o a ragione, sarebbe cambiata? Nel 1948 l’ONU divide quel mandato britannico a metà tra stato di Israele e stato Palestinese. Questo di ormai 80 anni fa è l’unico momento in cui siamo stati a un passo dalla soluzione “due popoli due stati”.
Israele dichiara la sua indipendenza, gli stati arabi le dichiarano guerra e dopo la loro sconfitta Israele occupa i 3/4 del territorio, con la nakba di 750000 palestinesi. Da allora si continua a combattere e a morire e, come disse Simon Peres: “non è che non vediamo la luce in fondo al tunnel, è proprio che non troviamo il tunnel”. Il reciproco riconoscimento di Camp David è ormai carta straccia. Nel 2000 i palestinesi hanno sbagliato rifiutando un accordo che riconosceva loro il 95% di Gaza e Cisgiordania. Nel 2006 solo chi non voleva la pace poteva vedere di buon occhio la presa di potere di Hamas, che con i soldi più che aiutare il proprio popolo costruiva tunnel. Il resto è storia di oggi. Lei non ha soluzioni oltre la guerra, Hamas predica la distruzione di Israele.
– Non pensa che occorra un Arbitrato Internazionale, come quelli che prima della prima guerra mondiale erano nati per risolvere le controversie tra gli Stati (e non ci son riusciti), con proposte vincolanti per tutti? La diplomazia è l’unica strada rimasta. Le guerre le abbiamo fatte tutte! Hamas libera subito tutti gli ostaggi e depone le armi (avendo salva la vita e la liberazione di chi in carcere non ha commesso delitti). Riconosce l’esistenza di Israele e dichiara di rinunciare alla lotta armata, come han fatto ETA in Spagna e IRA in Irlanda, due nazioni ove ora queste organizzazioni non vengono rimpiante. All’Autorità Nazionale Palestinese vien data la possibilità di governare anche la striscia di Gaza, in attesa di libere elezioni.
Anche voi riconoscete il diritto della Palestina all’indipendenza, cessando ogni azione di guerra e un’occupazione militare che dura da almeno 50 anni. Per tutto il tempo necessario il controllo di questi territori e dei confini, anche per reprimere atti terroristici, viene assunto da una forza ONU di peacekeeping che si occupa pure di sfamare la popolazione e dell’inizio della ricostruzione per farla ritornare la Palestina non un resort per ricchi sul mare, ma come era prima.
Poi questo Arbitrato internazionale avvia la trattativa per arrivare a due popoli e due stati, con riconoscimento e garanzie di sicurezza reciproche, da parte di Israele, Palestinesi e Paesi Arabi.
Qualche lembo di territorio in Cisgiordania, a stragrande maggioranza di coloni israeliani sarebbe assegnato a Israele, per il resto i coloni dovrebbero scegliere se ritornare in Israele in cambio di benefici economici o restare in Palestina con autonomie come la popolazione tedesca in Alto Adige. Inoltre un lembo di territorio israeliano dovrebbe servire per costruire un passaggio che collegherebbe Gaza e la Cisgiordania, almeno un’autostrada come fu tra Berlino ovest e la Germania ovest (nessuno di quelli che predicano la soluzione due popoli due stati dice come collegare questi due pezzi di Palestina). Sto sognando?
– Non pensa che rinunce (reciproche) siano un buon prezzo per garantire un futuro di pace al suo popolo? L’alternativa è un sogno ancor più grande: “due popoli uno Stato” con ampie garanzie di diritti politici e civili e autonomie per i palestinesi. Purtroppo si partirebbe con condizioni di quasi apartheid come in Sudafrica, ma tra 50 anni si potrebbe avere un presidente palestinese che rappresenta tutti, come Nelson Mandela. Il problema è che nel mondo mancano i Mandela, i Gandhi, come in America i Martin Luther King o un Kennedy, come da noi De Gasperi o Adenauer o da voi Begin. E non se ne vedono all’orizzonte, escluso i Papi.
– Che dice, possiamo ricominciare a sognare o tra 50 anni ci sarà ancora la guerra? Una guerra è sempre moralmente inammissibile, e toglie enormi risorse economiche che invece farebbero il bene di una nazione. Inoltre da una guerra si torna diversi dentro: lei sta cambiando il carattere di tanti suoi cittadini, di tanti suoi soldati, quali uomini e donne condurranno domani i destini della vostra Nazione? Lei come se la immagina la sua Nazione tra 50 anni? Cosa pensa che lascerà ai suoi figli?
Sergio Russo
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