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    L’ANALISI DEL RAPPORTO BES AD ANGRI

    LA SFIDA INVISIBILE DELLA POVERTÀ LOCALE CHIEDE RISPOSTE POLITICHE CORAGGIOSE

    Il Rapporto Istat sul Benessere equo e sostenibile fotografa le fragilità dell’Agro nocerino sarnese. Ad Angri redditi bassi, working poor e tenuta demografica legata alla comunità straniera impongono un cambio di passo nelle politiche sociali.

    Il Rapporto Istat sul Benessere equo e sostenibile (BES) restituisce l’immagine di una Regione Campania a due velocità, in cui la crescita macroeconomica formale non riesce a colmare le profonde fratture sociali. Il Comune di Angri rappresenta sotto questo profilo un punto d’osservazione emblematico: nel cuore dell’Agro Nocerino-Sarnese, la tenuta demografica e la vivacità del territorio celano sacche di vulnerabilità e disagio economico che non possono più essere ignorate. È un quadro che impone a chi governa una riflessione immediata: il PIL non può costituire l’unico parametro di valutazione dello sviluppo se i territori continuano a soffrire di disuguaglianze strutturali.

    IL TESSUTO ECONOMICO: REDDITI BASSI E L’EMERGENZA DEI WORKING POOR

    I dati elaborati dal MEF e dall’Istat tracciano per la città di Angri un profilo economico fragile. Il reddito medio dichiarato si attesta in una fascia compresa tra i 15.000 e i 16.000 euro annui, un valore ben distante dai circa 22.000 euro della media nazionale, con oltre il 40% dei contribuenti locali collocato al di sotto della soglia dei 15.000 euro lordi.

    In questo scenario, l’occupazione giovanile rappresenta una vera e propria emergenza sociale: la carenza di opportunità lavorative adeguate spinge molti giovani verso la precarietà o la migrazione professionale. La piaga diffusa dei working poor — lavoratori impiegati nell’industria, nella produzione, nel commercio, nella logistica, nei trasporti, nell’amministrazione, nei servizi alla persona, nella ristorazione, nell’edilizia e in agricoltura — colpisce duramente le nuove generazioni, impedendo loro di raggiungere un’autonomia finanziaria e di pianificare un percorso di vita stabile.

    CITTADINI STRANIERI E PRESSIONE SUI SERVIZI TERRITORIALI

    La fragilità economica complessiva si riflette inevitabilmente sui servizi sociali e sull’azienda consortile “Comunità Sensibile”, spesso congestionata da richieste e liste d’attesa per sussidi economici, sostegno agli affitti e beni di prima necessità. Tuttavia, in controtendenza rispetto al calo demografico registrato in altre aree del Paese, Angri continua a crescere demograficamente toccando quota 34.350 abitanti, un dato sostenuto in modo decisivo dalla popolazione straniera residente (1.555 persone, pari al 4,5% del totale).

    Le comunità marocchina, albanese, ucraina, rumena, bulgara e le altre minoranze presenti svolgono un ruolo fondamentale nel tessuto produttivo e nella tenuta demografica cittadina. Sebbene la quasi totalità dei nuclei stranieri rientri nelle fasce di reddito più basse, l’integrazione scolastica delle seconde generazioni rappresenta un segnale positivo e incoraggiante di radicamento, che necessita tuttavia di mirate politiche di supporto pubblico per evitare che la marginalità economica si tramandi alle generazioni future.

    UN APPELLO A CHI GOVERNA: DALL’EMERGENZA ALLA PROGRAMMAZIONE

    Per arginare il disagio diffuso, l’amministrazione comunale attiva periodicamente tirocini di inclusione e attinge alle risorse del Fondo Povertà. Ciononostante, le misure di carattere tampone non sono più sufficienti. Il caso di Angri dimostra che le politiche pubbliche, a livello regionale e locale, devono garantire risposte strutturali e un accesso equo al welfare:

    • Politiche attive per l’occupazione giovanile: Creare incentivi reali per l’occupazione stabile e contrastare il fenomeno del lavoro sottopagato che penalizza i giovani nei vari settori produttivi.
    • Inclusione e diritti per i cittadini stranieri: Valorizzare il contributo lavorativo e sociale della popolazione immigrata e rafforzare i percorsi formativi e di integrazione per le seconde generazioni.
    • Rafforzamento del welfare locale: Trasformare i servizi sociali da presidio meramente emergenziale a sistema integrato di prevenzione e supporto alle famiglie.

    Trasformare il welfare da risposta alle emergenze a sistema di prevenzione strutturata è la strada obbligata affinché la ripresa economica diventi una realtà concreta e accessibile per l’intera comunità angrese.

    Ernesto Marino

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