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    Precisazioni sulla polemica “Festa di San Giovanni e Festa della Pizza”. Da Carmine Lanzieri Battaglia riceviamo e volentieri pubblichiamo

    CARMINE IL SUPERBO.

    Scusate l’accostamento ardito (ovviamente con il più famoso Tarquinio), ma io di superbia soffro, e pure molto.
    Facendo riferimento alla diatriba tra me e Luigi D’Antuono di ANGRI ‘80, voglio per l’ennesima volta spiegare il mio punto di vista sulla questione.
    Per farlo comincio dall’inizio, cioè da quando io e Aldo Severino abbiamo smesso di bagnare il letto la notte.

    Pur non essendo un commerciante, mi onoro di essere uno dei punti di forza delle attività sindacali svolte dalla Confesercenti Angri, presieduta da Aldo Severino, di cui mi fregio essere amico fraterno dai tempi della seconda media; io e lui rappresentiamo un sodalizio amicale e organizzativo tra i più consolidati sul territorio cittadino. E scusate la presunzione.
    Siamo stati in connubio lavorativo con tutte le amministrazioni che si sono succedute negli anni, vedendo l’inizio e la fine di varie giunte comunali: Umberto Postiglione e Umberto Postiglione bis, Giuseppe La Mura, Gianfranco Mazzola, il Commissario Prefettizio Bruno Pezzuto, fino ai giorni nostri con Pasquale Mauri; chiedendo sempre il permesso per poter fare, mai negando il nostro sostegno, sfruttando le possibilità offerte, mettendo a disposizione le nostre competenze.
    Abbiamo lavorato in simbiosi organizzando di tutto: manifestazioni musicali, spettacoli di arte varia, sfilate di moda, eventi, fiere e sagre gastronomiche, appuntamenti culturali; siamo stati parte viva nel palinsesto di varie realtà di comunicazione di massa come radio libere e televisioni libere, prima ancora della legge Mammì. E scusate ancora la presunzione.
    Tutto questo continuando a svolgere la nostra attività primaria, Aldo come commerciante, io come impiegato nel Ministero della Difesa; facendo slalom tra gli impegni familiari e quelli sociali, tra le attività parrocchiali e quelle sulla gestione territoriale delle attività produttive, tra i nostri passatempi preferiti, Aldo a calcare palchi e scene come presentatore, io come scrittore in erba.
    E di nuovo scusate la presunzione.
    Qualche anno fa, grazie anche alla spinta di una persona che ora non fa più parte del nostro gruppo di lavoro, abbiamo intrapreso questa nuova avventura: organizzare e rendere operativa un’associazione di categoria, in un paese come Angri dove i sodalizi funzionanti sono stati esclusivamente quelli sportivi, e nemmeno tanto spesso. È nata così Confesercenti Angri.
    Avendo già una nostra associazione culturale denominata “Angri nel 2000”, abbiamo fatto sì che potessero coabitare nella stessa sede, sfruttando le potenzialità di una per far crescere l’altra e viceversa. Abbiamo arricchito il nostro “carnet” di eventi, allargando i nostri orizzonti e coinvolgendo in varia misura, diversi comparti del settore commerciale ed imprenditoriale cittadino. “Gusto Tipico”, “Oggi Sposi”, “Pizzafest” sono alcuni degli esempi più eclatanti.
    Come ogni buon padre di famiglia, io e Aldo, ci siamo prodigati affinché le nostre “creature” potessero crescere ed affermarsi nel panorama delle manifestazioni cittadine.
    Di conseguenza abbiamo messo in essere tutte le nostre competenze e capacità organizzative, ci siamo sempre premuniti di mettere al corrente ogni organo competente, abbiamo sempre richiesto ed ottenuto le autorizzazioni che a vario titolo sono necessarie alla buona riuscita di un evento. Ci siamo presi i nostri bravi “liscio e busso” quando abbiamo commesso delle sbavature o addirittura degli errori, facendone tesoro e snocciolandone ogni volta le possibili soluzioni.
    È innegabile che abbiamo avuto anche le nostre soddisfazioni.
    Siano esse venute per la massiccia partecipazione di pubblico agli eventi, oppure per la fiducia che i commercianti e gli imprenditori continuano a darci sostenendo economicamente le nostre attività, o anche perché gli amministratori pubblici hanno sempre partecipato, presenziando alle nostre manifestazioni, consentendoci di continuare ad organizzare.
    Nel contempo mi preme aggiungere che Confesercenti Angri, con la sua attività sindacale e come Sportello Impresa della Camera di Commercio di Salerno, ha messo a segno i suoi risultati: gli iscritti sono ormai quasi cento, con il risultato più importante di tutta la provincia di Salerno, pratiche che una volta richiedevano tempo e denaro, vengono evase direttamente in sede al solo costo dei diritti di segreteria; corsi teorici e pratici per la qualificazione del personale da inserire nel mondo del lavoro, corsi per la crescita culturale e sociale dei cittadini, esperti in vari settori consultabili su appuntamento direttamente in sede. E scusate sempre la presunzione.
    Ma la passione mia e di Aldo rimane quella: organizzare eventi e farlo sempre meglio.
    Tornando al discorso sulle “creature” uno dei nostri figli prediletti è Pizzafest: straordinario volano di crescita per un settore, quello delle pizzerie, che, anche non conoscendo la profonda crisi che vive il commercio, ultimamente soffre della concorrenza di attività similari che propongono e propinano prodotti di scarsa qualità pur di mantenere prezzi bassi.
    Il progetto Pizzafest nasce proprio sulla scorta di questi presupposti: ridare slancio ad un prodotto cardine dei ristoratori locali, sfruttando le potenzialità di un marchio europeo quale è STG (Specialità Tradizionale Garantita), rendendolo comprensibile ai consumatori ed allo stesso tempo fruibile alla maggior parte di utenti. Quindi una Festa della Pizza, in una località all’aperto di Angri (per due edizioni piazza Annunziata), proponendo un prodotto di qualità, realizzato da esperti del settore, seguendo i dettami del disciplinare ad un prezzo giusto e sicuramente concorrenziale, è sembrato il giusto modo per dimostrare tutto l’amore per questo piatto unico ed inimitabile.
    Ma i nostri sforzi meritavano e meritano la più ampia platea possibile.
    L’impegno economico e lavorativo degli operatori del settore, la fiducia degli inserzionisti pubblicitari, lo sforzo organizzativo di tutta la macchina denominata “Confesercenti Angri”, meritavano e meritano la migliore platea possibile. Ed è per questo che nella terza edizione della festa abbiamo scelto di realizzare il nostro progetto durante i festeggiamenti in onore del Santo Patrono di Angri. Possa San Giovanni perdonare la nostra presunzione.
    Io e Aldo siamo tranquilli, nella fase organizzativa abbiamo fatto le cose per bene.
    Abbiamo presentato tutte le richieste in tempo utile; ci è stato negato, a ragione, da parte dell’ufficio competente, l’uso di piazza Annunziata per consentire alle bancarelle di poter svolgere la loro centenaria funzione; di concerto con il titolare del bar Busciè, ci siamo premuniti quindi di richiedere l’utilizzo degli spazi del parcheggio ex MCM: lo abbiamo chiesto al prof. Peppe Abate, presidente della Pro Loco angrese, che a quel tempo, grazie alla sottoscrizione di un protocollo con la proprietà, deteneva la gestione dello spazio. Ce lo ha negato, anche essendo stato avvicinato da conoscenze comuni. Lo abbiamo chiesto al sindaco che, dopo essersi consultato in maniera formale con il Comitato festeggiamenti, ci ha garantito che avremmo avuto lo spazio per l’evento, visto che l’accordo tra gli eredi di Antonino Russo e la Pro Loco cittadina, era ormai scaduto e si stava preparando un nuovo documento che avrebbe poi consentito al Comune di assegnare la superficie alla AES per farne un parcheggio a pagamento, come era già stato per gli anni precedenti, ma con tariffe calmierate. Tutto questo avveniva ai primi giorni del mese di Aprile scorso. E noi abbiamo messo in moto la macchina organizzativa. Abbiamo messo a disposizione, gratuitamente, alle pizzerie interessate, i forni per la preparazione del prodotto finito. Abbiamo contattato e sottoscritto contratti promozionali con sponsor e sostenitori; abbiamo concordato l’allestimento dello spazio; richiesto ed ottenuto l’allaccio sulla rete elettrica; abbiamo presentato tutte le richieste necessarie e pagato gli oneri dovuti agli organi competenti. Poi, ci siamo dedicati allo spettacolo. Ogni festa che si rispetti ha bisogno di allietare i convenuti, di norma si fa con musica e spettacoli canori. E così abbiamo fatto anche noi. Abbiamo preparato il programma degli eventi ludici e di quelli culturali, invitando esperti ed amministratori, operatori del settore ed imprenditori affermati. Abbiamo allestito uno studio televisivo ad hoc, affinché l’evento avesse la giusta rilevanza mediatica. Nessuno ci ha mai posto limiti o imposto vincoli. Nessuno.
    Poi, quando tutto era pronto, abbiamo promosso la nostra festa.
    Era il sabato prima di San Giovanni, galeotto fu il volantino che fu distribuito nei pressi del mercato cittadino. Qualcuno raccogliendolo dal parabrezza della propria auto si è scottato le dita ed ha preso fuoco lui stesso. Gli eventi sono precipitati e siamo stati costretti ad annullare tutto il nostro programma di spettacoli altrimenti non avremmo avuto l’autorizzazione del sindaco, il che equivaleva a non poter fare la festa. Perché tutto questo?
    Ecco una breve ricostruzione dei fatti.
    Domenica 22 Giugno ore 09,00, il sindaco convoca il presidente Aldo Severino per un colloquio urgente presso il Bar delle Fontane, mettendolo al corrente delle difficoltà con il comitato festeggiamenti;
    stesso giorno ore 11,00, io e Aldo raggiungiamo il sindaco presso la Caffetteria Amore dove ci viene confermato l’atteggiamento di rottura da parte del comitato festeggiamenti e ci viene imposto il diktat: senza accordo nessuna festa se non quella di San Giovanni;
    stesso giorno ore 12,30, io e Aldo ci rechiamo presso la sede del comitato per chiedere spiegazioni e cercare di giungere ad una soluzione. Ci accolgono alcuni membri del comitato, tra cui il presidente Alfonso Lambiase. Dopo un’accanita discussione durante la quale si sono messi in dubbio fede e devozione degli organizzatori della festa, è venuto a galla il nocciolo della questione e quel volantino che scottava ci è stato sventolato sotto il naso. Lo spettacolo non s’ha da fare!
    e non si farà, è stata la nostra risposta;
    stesso giorno poco dopo le ore 13,00, una volta terminata la lavata di capo da parte del comitato e con il capo coperto di cenere, Aldo chiama il sindaco e lo mette al corrente degli sviluppi. Il sindaco, come giusto, chiede di essere presente ad un incontro da tenere al più presto con il comitato dove gli si venga confermato che il patto è stato sottoscritto.
    Martedì 24 Giugno ore 19,00, in un locale anonimo di via Amendola, nei pressi della sede del comitato festeggiamenti, avviene l’incontro. Presenti alcuni responsabili settoriali del comitato, gli organizzatori della Pizzafest ed il sindaco, viene reiterato l’accordo raggiunto domenica mattina. Alla richiesta, da parte degli organizzatori della festa della pizza, di poter lanciare un comunicato congiunto per pubblicizzare l’avvenuto accordo, il sindaco chiese di non pubblicare nulla.
    Mercoledì 25 Giugno pubblicazione del video con intervista a don Enzo, parroco della Collegiata e ad Alfonso Lambiase presidente del comitato festeggiamenti. Un bagno nel vetriolo avrebbe provocato meno danni agli organizzatori della festa della pizza.
    L’evento poi si è svolto senza altri intoppi. Questi sono i fatti, senza presunzione di dubbio.

    Tornando a Luigi D’Antuono, lui, non so da chi, sicuramente sarà stato messo al corrente dei fatti, ma visto che ANGRI ‘80 è stato pubblicato nei primi giorni del mese di luglio, quindi con ampio margine per poter chiedere conto anche a noi, perché non ci ha dato la possibilità di poter ribattere a tutte le accuse che ci sono state rivolte? Bastava una telefonata, un caffè al bar, un incontro informale, come sempre è accaduto quando lui o altri di ANGRI ‘80 hanno avuto bisogno di Aldo, di me, oppure della Confesercenti. Perché stavolta non è stato fatto? Sbaglio se dico che Gigino, alla vista del sangue (la possibilità di dare addosso a Pasquale Mauri) ha avuto un annebbiamento e pur di azzannare l’amministrazione ed il sindaco non si è curato di noi?

    Concludo con una precisazione: è vero non tutti gli organi di informazione di Angri sono partigiani, ma l’estremismo dilaga, una volta presa una posizione non si rinuncia facilmente, restando in trincea e perdendo di credibilità ad ogni colpo di cannone.
    Per quanto riguarda i cori ed i coristi, spero abbiate perdonato il mio sfogo ed anche la presunzione di sostenere di poter fondare un coro tutto nostro (mio e di Aldo). Continuerò ad essere una voce solista, più facile da zittire se sopraffatta dalle urla degli altri, ma che come una scheggia può muoversi in ogni direzione, senza uno schema, ma con un obiettivo sempre presente.
    La verità, presuntuosamente.

    Carmine Lanzieri Battaglia

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