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    Lorenzo Iovino e le opere della Collegiata

    Quando nel 1996 vide la luce il volume ANGRI E IL SUO PATRONO SAN GIOVANNI BATTISTA, al termine di circa 10 anni di un intenso lavoro di ricerca e di coordinazione fra vari esperti e studiosi, alcune indagini non erano state concluse e certuni aspetti meritavano ulteriori approfondimenti; fra questi, vi era l’annosa pratica per la decorazioni della Collegiata e il concorso pittorico fortemente voluto dall’Abate dell’epoca, Mons. Giuseppe Vaccaro.
    Il concorso, indetto nel mese di aprile del 1940, si concluse il 16 giugno seguente con la scelta del progetto di Lorenzo Iovino, sulla cui ricca produzione artistica il nipote Gerardo – noto scultore – ha dato recentemente alle stampe un volume.
    La Commissione concorsuale venne presieduta, ideata e organizzata dal Prof. Landi, Accademico di San Luca e autore della decorazione della cupola della Basilica di Pompei; vennero chiamati a farne parte il pittore Manlio Giarrizzo, l’architetto Wladimiro Nespoli e lo scultore Alessando Monteleone.
    La Commissione si espresse positivamente sul progetto di Iovino perché ritenuto il più organico, chiaro e genuino, anche se invitò l’artista a preparare un ulteriore bozzetto per la cupola. Tuttavia, il 30 agosto seguente il Prof. Rosi, Soprintendente ai Monumenti per la Campania, intervenne nella questione invitando l’Abate a presentare il progetto delle opere da eseguire, ma dall’esame del carteggio inviato scaturirono alcuni veti sulle decisioni della commissione e su alcuni decori proposti perché non conciliabili con il carattere e con l’interesse monumentale dell’immobile.
    Nel frattempo, la guerra in atto e i danni al sacro edificio, prodotti dalle operazioni belliche avvenute ad Angri dopo l’8 settembre 1943, impedirono il prosieguo della pratica.
    A guerra finita, Lorenzo Iovino riprese le sue attività decorative in Collegiata, per la parte non osteggiata dalla Soprintendenza, mentre Mons. Vaccaro intraprese una lunga attività di confronto con tutti gli Organi istituzionali preposti, coinvolgendo anche la Commissione d’Arte Sacra Vaticana. Ed è datata 7 agosto 1948 una lettera di risposta del Ministro della Pubblica Istruzione, a cui l’Abate si era rivolto per ottenere una rapida conclusione della vertenza, con cui veniva disposto il divieto di eseguire la decorazione pittorica, vista l’importanza di quella esistente.
    Il copioso carteggio presente nell’archivio della Collegiata (contratti per i singoli interventi di restauro e decorazioni, ricevute degli importi percepiti da Iovino, l’ultima delle quali è datata 4 luglio 1960, relazioni per la Soprintendenza, progetto finale presentato dall’artista e lettere con gli Organi istituzionali italiani e del Vaticano, per circa 100 carte sciolte), riporta varie lettere da e per l’allora Commissione Pontificia per l’Arte Sacra.
    Nel 1994, fin dall’epoca della stesura del libro, furono presi contatti con il Vaticano per poter accedere alla documentazione in parola, allo scopo di effettuare ulteriori indagini e ottenere altri riscontri; ma nel 1988 l’archivio della Commissione, a causa di riorganizzazioni interne, era stato versato nell’Archivio Segreto Vaticano, all’epoca consultabile per gli atti prodotti fino al 1922 e, quindi, quelli di interesse in quel momento erano preclusi al pubblico.
    10 anni dopo la richiesta di accesso venne reiterata, ma per l’analogo motivo anche questa volta senza successo, come reso noto da una lettera pervenuta il 15 dicembre 2004.
    Solo lo scorso 4 marzo, a seguito di un ulteriore tentativo, si è appreso che l’Archivio Apostolico Vaticano conserva il carteggio della pratica nell’unità archivistica “Commissione Centrale per l’Arte Sacra in Italia, Archivio Generale 170, fasc. 5” per un totale di 79 carte sciolte e 4 fotografie, che si auspica poter consultare a breve.
    Sulla scorta di questa ulteriore scoperta, di altre indagini condotte dopo la pubblicazione di ANGRI E IL SUO PATRONO SAN GIOVANNI BATTISTA, il Centro Iniziative Culturali ha promosso la realizzazione di un nuovo prodotto editoriale che, affiancandosi al primo, ha l’obiettivo di documentare quanto accaduto nella storia del tempio durante gli ultimi 25 anni.

    Giancarlo Forino
    Associazione PanacèA

    La Visitazione di Iovino presente in Collegiata

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