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    Il Canonico Pasquale Pannone

    Il 5 novembre del 1960 tornava alla Casa del Padre il Canonico Curato Pasquale Pannone, dell’allora Collegiata di San Giovanni Battista.
    Terzo di sei figli di papà Giovanni e di mamma Anna Raiola, nasce il 10 aprile del 1884; viene ordinato sacerdote a 22 anni, il giorno dell’antivigilia di Natale del 1906, e diviene Canonico Curato il 9 dicembre 1938, sotto il pontificato di Papa PIO XI. Per molti anni ricopre le cattedre di lingua francese e di scienze nel Seminario Vescovile di Nocera; fu a lungo padre spirituale e Segretario della confraternita di Santa Margherita.
    L’ultimo Abate della Collegiata, Mons. Alfonso Raiola, diceva di lui “… possedeva una preparazione ineccepibile ed era sempre in grado di rispondere alle domande dei suoi interlocutori … era rinomata la sua pronta battuta, spesso spiritosa. Umilissimo e molto semplice, non faceva mai sfoggio della sua non comune cultura … fu convinto assertore degli indirizzi scaturiti dal Concilio Vaticano II per una maggiore presenza della Chiesa in campo temporale e sociale; si prodigò al massimo sia in Collegiata che nella confraternita di Santa Margherita per l’affermazione di quei principi”.
    In sintesi, il Pannone è stato certamente un sacerdote che ha “lasciato il segno” nel vissuto degli angresi e, fra l’altro, gli va senz’altro riconosciuto un altro importante merito: quello di essere stato uno dei primi studiosi, se non il primo, ad occuparsi della storia di Angri!
    Ricordo con particolare affetto che, avvicinandomi anche io alla ricerca storica sul paese, ho iniziato a documentarmi sui suoi scritti e spesso le sue citazioni mi sono tornate utili per gli approfondire alcuni aspetti oggetto di studio.
    Sicuramente, il Canonico Pannone ha attinto a piene mani da quell’immenso forziere di informazioni che è l’archivio della Collegiata. I Campioni Barba e De Via, il volume delle decisioni capitolari, registri, carte sciolte, conti, testamenti, appunti, note di spesa, ecc. che nel corso dei secoli sono state gelosamente raccolte e conservate in Sagrestia. Ad esempio, nei suoi appunti ho rinvenuto il primo elenco degli Abati, che si sono succediti alla guida della Collegiata, e la prima cronistoria del principale tempio angrese e credo che le sue ricerche abbiano stimolato anche un altro Canonico, a cui dobbiamo il primo lavoro storico andato in stampa su Angri: Mons. Vincenzo Pastore.
    Ma il Pannone, oltre ai suoi impegni sacerdotali, non si è occupato solo di storia! In un epoca, quale quella del primo Novecento, in cui fermenti sociali e politici si sono ciclicamente ripetuti, l’azione diretta e indiretta del Pannone è stata molto energica, come dimostra un suo fascicoletto pubblicato nel 1909, dal titolo Corsi e Ricorsi storici – studio critico polemico in occasione del 2° anniversario del circolo artistico operaio di Angri. E per comprendere quali siano stati gli argomenti trattati dal sacerdote nel volumetto è sufficiente leggere la sua dedica, che recita “al circolo artistico operaio che con rara costanza e indomita fierezza combatte strenuamente le battaglie santissime della verità e della giustizia con simpatia e ammirazione dedico”. Il testo, facendo un parallelo con i Promessi Sposi, si snoda attraverso una serie di metafore in cui vengono messi in luce episodi di vita angrese dell’epoca.
    È facile immaginare anche che fra il Pannone, il Pastore e don Enrico Smaldone ci sia stata una certa “osmosi” filosofica e di pensiero, tradottasi poi nelle rispettive azioni che tutti conosciamo…
    Quindi, a distanza di 60 anni dalla sua nascita al cielo, credo che dobbiamo riconoscere a Mons. Pasquale Pannone il merito di aver … seminato bene!

    Giancarlo FORINO
    Associazione PanacèA

    Il Canonico Pannone

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