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    I nuovi assetti dei Piani di Zona. Verso le Aziende Consortili

    Dopo lo “spacchettamento” del vecchio Piano di Zona in tre Piani che raggruppano i Comuni per ambiti coincidenti con i Distretti Sanitari, prende forma una nuova modalità giuridica di gestione delle politiche sociali, non più attraverso lo strumento della Convenzione ma dell’Azienda Consortile. Ogni Piano dovrà costituirne una, seguendo gli indirizzi della Regione Campania che ha invitato al superamento della forma associativa della Convenzione. Perché l’Azienda Consortile si ritiene debba sostituire lo strumento della convenzione per garantire una migliore risposta istituzionale alle domande sociali e assistenziali del nostro territorio? Lo chiediamo a Porfidio Monda, da poco ritornato ad occuparsi di politiche sociali nell’agro nocerino-sarnese.
    “La Convenzione tra Comuni associati è di per sé priva della veste giuridica necessaria per poter gestire un processo complesso quale l’offerta congiunta di servizi sociali che esige soluzioni rapide, con profili professionali stabili, non vincolate da regimi burocratici. Con la Convenzione è stato finora possibile solo l’impiego di personale a termine oltre che quello in dotazione organica degli Enti. Sappiamo quanto la qualità dei servizi dipenda dalle risorse umane, dalla possibilità di dare continuità alle relazioni di aiuto utilizzando personale non precario. Altro limite della convenzione risiede nel bilancio, gestito unicamente dal Comune capofila.
    L’Azienda Consortile ha invece una propria veste giuridica, un’autonomia di bilancio e una propria dotazione organica.
    Ulteriore vantaggio del nuovo strumento è che L’Azienda Consortile non è soggetta, come la Convenzione tra Comuni, al Patto di stabilità perché ha l’obbligo di pareggio e non è soggetta ai vincoli di finanza pubblica in materia di assunzione di personale.” Al lavoro quindi i tre ambiti per la definizione delle Aziende: statuto e atto costitutivo dovranno essere approvati dai coordinamenti istituzionali dei tre Piani e poi dai Consigli Comunali, successivamente si passerà alla costituzione formale delle Aziende, in tempi, si auspica, ristretti affinché si possa programmare entro fine settembre la nuova triennalità del Piano Sociale Regionale 2016-2018
    Nicla Iacovino

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