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LA NUOVA VIA CRUCIS DELLA COLLEGIATA

Il 1° marzo, mercoledì delle Ceneri, durante la celebrazione liturgica per l’inizio della Quaresima 2017 sono state benedette dal Parroco, Mons. Vincenzo Leopoldo, le 14 Stazioni della Via Crucis fatte realizzare e donate dai fratelli Guglielmo e Aldo Iovane e dai rispettivi congiunti. Ma la storia di queste icone è intimamente connessa con le vicissitudini della famiglia Iovane. “Un giorno dell’autunno del 2015 – ricorda il dott. Aldo Iovane – vidi arrivare allo studio senza preavviso mio fratello Guglielmo il quale, tra una cosa e l’altra, mi ricordò che la nostra Collegiata non aveva più la Via Crucis perché era stata rubata. Dopo un po’ mi ricordò, con orgoglio e soddisfazione, anche la nostra precedente decisione di finanziare il restauro del piazzale antistante la Chiesa di S. Andrea a Nocera Inferiore, per poi arrivare al dunque: vogliamo realizzare qualcosa anche per la nostra Angri? Vogliamo ridare la Via Crucis alla nostra Chiesa di S. Giovanni? Ovviamente accettai subito la sua proposta e incaricammo il maestro ebanista Antonio Longobardi di realizzare le varie Stazioni, sotto la direzione artistica del prof. Cipriano Martinelli. Il 4 luglio scorso Guglielmo è deceduto all’improvviso, ma sia io che sua moglie, Maria Rosaria Napodano, non abbiamo avuto alcun dubbio sul fatto che il progetto dovesse essere comunque portato a termine.”
Mons. Leopoldo, durante la sua omelia, ha ripercorso le tappe che hanno portato alla realizzazione dell’opera dal giorno in cui il Dott. Guglielmo Iovane gli comunicò la volontà di donare questo lavoro artistico alla nostra Collegiata. Guglielmo amava aiutare le “giovani speranze” e pertanto volle affidare l’esecuzione della Via Crucis al giovane ebanista Antonio Longobardi, diplomatosi presso l’Istituto d’Arte di Sorrento. I 14 pannelli sono frutto di scrupolose ricerche che hanno preso in considerazione non solo l’iconografia classica delle scene, ma anche i dettagli cromatici e architettonici della Chiesa. Ogni Stazione è un’opera lignea monocromatica, finemente scolpita in altorilievo, di circa cm. 50×80 con uno spessore di cm. 10, che si distingue per l’efficace prospettica apprezzabile da vari punti di osservazione.
Il lavoro, ha proseguito il parroco rivolto alla moltitudine di fedeli presenti alla liturgia, era a buon punto quando la triste notizia della morte di Guglielmo sembrava far svanire il sogno di portare a compimento l’opera. Invece, quasi come un segno divino, l’intera famiglia ancorché colpita dal grave lutto, manifestò la volontà di portare a termine l’impegno assunto da Guglielmo e, grazie alla loro generosità, oggi la Collegiata non solo ha riavuto la sua Via Crucis, ma si è arricchita di un altro prezioso bene.
G.F.

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