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Intervista a Giovanni De Angelis, direttore di ANICAV. Sviluppare reti di imprese e filiere industriali per aumentare la capacità produttiva nel comparto agro-alimentare.

L’Agro nocerino sarnese, territorio a vocazione agricola, può ancora investire nella ricerca e nello sviluppo tecnologico per aumentare la competitività e l’occupazione. Si è tenuto, nell’aula consiliare del Comune di San Valentino Torio, lo scorso 24 gennaio, un interessante convegno organizzato da AssoRetiPMI sull’importanza di sviluppare reti di imprese e filiere industriali per aumentare la capacità produttiva ed attrattiva delle singole aziende o imprese agricole ed agroalimentari. Tra i relatori Franco Alfieri, sindaco di Agropoli e consigliere del presidente della Regione Campania in materia di politiche agricole e forestali. Il sindaco del comune di San Valentino Torio, Michele Strianese ha auspicato che si avvii una crescita in senso consortile del comparto agricolo e agro alimentare anche in vista del Piano di sviluppo rurale regionale PSR Campania 2014-2020 “I Comuni non hanno competenze specifiche in materia ma possono fare da mediatori tra imprese, istituzioni, associazionismo”.
Ne parliamo con il dr. Giovanni De Angelis, direttore di ANICAV.
L’Agro nocerino sarnese si può ancora considerare un territorio trainante per il comparto dell’industria agro-alimentare?
Certamente. Il comparto delle conserve di pomodoro rappresenta una delle eccellenze dell’industria alimentare italiana e riveste un ruolo trainante dell’economia nazionale e in particolare di quella del Mezzogiorno, dove si concentra il maggior numero delle aziende di trasformazione e delle aziende agricole di produzione del pomodoro da industria.
La Campania costituisce il maggiore bacino di produzione di pomodoro trasformato, per numero di aziende di trasformazione e per fatturato – pari a circa 1,5 miliardi di euro, su un fatturato nazionale di 3,1 miliardi – ed è da sempre leader nei derivati del pomodoro destinati al consumo finale, primo fra tutti il pomodoro pelato, che rappresenta una produzione di pregio delle nostre aziende.
Eppure si lamenta da più parti la perdita della competitività anche nei mercati che tradizionalmente erano di esportazione esclusiva dei nostri prodotti.
La frammentazione e la dimensione limitata delle imprese, accompagnate da una storica difficoltà a fare sistema, rappresentano un ostacolo alla competitività, soprattutto nel nostro settore in cui le economie di scala risultano indispensabili, considerando i bassi valori aggiunti e il rapido processo di concentrazione, su scala europea e mondiale, della Grande Distribuzione che esercita una pressione sempre più crescente nei confronti dei propri fornitori.
Di cosa si ha veramente bisogno per risollevarci dalla situazione attuale? Di fare sistema, di costruire una rete di imprese per dotarsi magari di servizi comuni e di economie di scala, ciò di cui si è discusso nel convegno di AssoRetiPMI?
C’è bisogno di incoraggiare una nuova e moderna cultura d’impresa che favorisca una maggiore coesione tra tutti gli attori della filiera, promuovendo e sostenendo processi di aggregazione ed un efficientamento delle imprese.
Aggregarsi, anche senza perdere la propria identità, diventa la principale strada da percorre per le imprese che non hanno la forza di investire nella ricerca e nell’innovazione e svilupparsi sui mercati internazionali. Fondamentale, pertanto, sarà dare priorità ad azioni che possano spingere le aziende a sviluppare sinergie anche in campi specifici quali, ad esempio, la logistica, gli acquisti, la promozione, l’internazionalizzazione attraverso reti d’impresa, consorzi o altre forme di aggregazione previste dalla legislazione.
Che ruolo può avere l’ANICAV in tutto questo?
Come ANICAV dovremo offrire tutto il necessario supporto alle aziende che saranno disponibili ad assecondare tali cambiamenti, facendoci promotori di politiche industriali regionali e nazionali che favoriscano tali processi.
Nicla Iacovino

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