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Il morbo pandemico, la crisi amministrativa e socioeconomica mordono sempre più. Occorre scuotere le nostre coscienze

Gli Angresi, almeno quelli più avvertiti, lo hanno già realizzato.
La nostra comunità è dentro una vera e propria morsa: da una parte la grave pandemia che non accenna a regredire, anzi, e sta mettendo a dura prova tutti e soprattutto il tessuto economico cittadino, e dall’altra una grave crisi politico-amministrativa che sta precipitando, in maniera sempre più preoccupante, verso un immobilismo operativo e decisionale.
Dovuto, quest’ultimo, a scelte amministrative non poco discutibili della prima e seconda Giunta Ferraioli che, a cose fatte, si sono rivelate come un grave danno economico per la comunità angrese (affidamento al privato della manutenzione della Pubblica illuminazione) o che, ancora in itinere, fanno temere un’ennesima grave scelta tutta a danno dell’interesse pubblico (Progetto di finanza per la Riqualificazione dell’ex area scolastica di corso Italia, con abbinato affidamento della gestione delle aree di sosta), e le nostre tre puntate del dossier, che finora non hanno ricevuto alcuna risposta nel merito, lo hanno documentato in maniera dettagliata ed argomentata.
Il tutto aggravato dallo stato comatoso in cui da anni versa l’Azienda comunale, messa in ginocchio da un lungo blocco del turn over, a fronte di un lento e graduale svuotamento degli uffici, per nuove assunzioni non fatte, nonostante l’energico impulso in tale direzione dato dal Commissario straordinario Alessandro Valeri, mentre chi aveva la responsabilità politica di agire per tempo, oggi, senza una preventiva e doverosa autocritica, fa azioni di distrazione di massa, cercando capri espiatori tra dipendenti e funzionari oltremodo stressati.
Se questo è il quadro, a nessuno è più consentito far finta di niente, lavarsene, irresponsabilmente, le mani.
Tutti gli attori della comunità angrese, nessuno escluso, devono avvertire una vera e propria “chiamata alle armi”: a partire da quelli che oggi hanno un ruolo politico-amministrativo, in maggioranza o all’opposizione, e poi quelli che hanno un ruolo educativo e culturale, un ruolo informativo, un ruolo di guida religiosa, un ruolo economico ed imprenditoriale, un ruolo di guida di associazioni commerciali ed artigianali, quelli che hanno avuto nel passato un ruolo politico ed amministrativo, quelli che recentemente si sono proposti per sanare i tanti mali cittadini.
Innanzitutto il Primo cittadino: risparmi tempo prezioso, rinunciando ai quotidiani e continui collegamenti sulla Rete per comunicati e bollettini sull’andamento della pandemia, affidando tale incombenza all’assessora alla “Comunicazione e Innovazione tecnologica, attuazione del programma” (finora, vera e propria Araba Fenice), e, coadiuvato attivamente dall’assessore al Personale, volga le sue energie ad attivare tutte le possibili e fattibili procedure per “ripopolare” gli svuotati ed esangui uffici comunali, al fine di rimettere al più presto l’azienda comunale in condizioni di recuperare gli standard di efficienza ed efficacia nella cura delle procedure amministrative, nella erogazione dei servizi essenziali alla cittadinanza; faccia appello, chiedendo un “conforto” in merito anche al Prefetto, al senso civico dei dipendenti andati recentemente in quiescenza affinché, in questa grave fase emergenziale, rimettano energie e competenze al servizio del loro stremato Comune; pretenda da tutti gli assessori un impegno straordinario di supporto e coadiuvazione ai propri uffici di riferimento; ed altrettanto facciano i consiglieri di maggioranza impegnati nelle varie commissioni.
Le anime della minoranza ed i loro riferimenti politici, almeno quello che ne rimane, facciano un salto di qualità politico, superando improduttive distinzioni, e diano vita ad un vero e proprio “governo ombra”, capace di tallonare, pungolare, supportare, coadiuvare l’Amministrazione comunale pro tempore con organiche proposte sulle diverse urgenze cittadine, fornite di tutto il corredo amministrativo e finanziario per deliberare in merito.
Venendo agli altri attori sociali, è auspicabile che, a fronte della grave emergenza in atto, ci sia in tutta la comunità angrese un moto di viva responsabilità e che ognuno, a seconda del proprio ruolo sociale, faccia pervenire sia all’Amministrazione comunale sia alle forze di minoranza il proprio preoccupato ed attivo sostegno ad affrontare al meglio il grave momento.
Gli ex sindaci, gli ex assessori, gli ex consiglieri comunali, se stanno in buona salute e glielo auguriamo, possono e devono attivarsi per dare una mano.
Quelli che si sono recentemente candidati al Consiglio regionale, pur non avendo conseguito un positivo risultato, anche loro possono e devono dare una mano, innanzitutto l’ex Sindaco Umberto Postiglione, per le competenze e conoscenze acquisite sul campo anche come Prefetto e come Direttore dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. E ad Angri ci sono ancora e ci saranno beni da utilizzare al meglio socialmente.
È altresì auspicabile che la nomina di Antonio Ferraioli a Presidente di Confindustria Salerno faccia da catalizzatore per gli operatori economici locali, al momento alquanto disaggregati, per riunirsi ed aprire un serio tavolo di confronto e dialogo con l’Amministrazione comunale su punti nodali ancora aperti che, in vista del prossimo arrivo dei fondi del Piano di aiuti europei (Recovery Plan e New generation eu), andrebbero affrontati con scelte, anche di respiro comprensoriale, capaci di ridare linfa e slancio alla variegata economia locale che, pur in affanno, regge sul mercato, ma ha un bisogno vitale di una riorganizzazione di servizi ed infrastrutture sul territorio:
– completamento senza ulteriori ritardi dei vari snodi viarii che girano attorno al raccordo tra la S.S. 268 (Est Vesuvio) e l’A3 NA-SA; – superamento delle criticità legate alle carenze realizzative del sottovia tra corso V. Emanuele e via Nazionale, e del cavalcavia tra via Palmentello e via Salice; – completamento delle opere legate al sistema di depurazione, al momento funzionante a scartamento ridotto (collettori per il convogliamento delle acque reflue e delle acque piovane); – ripristino a livello locale di un serio governo idrogeologico, dalla zona pedemontana alla pianura, con pulizia periodica delle vasche di raccolta e dei diversi canali che confluiscono nel fiume Sarno (Alveo comune nocerino), per ridurre al minimo esondazioni ed allagamenti, con danni consistenti all’agricoltura, all’imprese della zona industriale e ai cittadini; – ripensare, anche alla luce degli avvertimenti da parte della pandemia, al riutilizzo urbanistico delle dismesse aree industriali, puntando ad un loro inserimento nei progetti finanziabili con i fondi del Recovery Plan, volto a recuperare per il nostro contesto urbano la grave carenza degli standard di aree verdi e di strutture sociali, che, se poche, sono fattore di rischio per la nostra salute, le prime, ed hanno causato un impoverimento della vita sociale, a danno soprattutto delle giovani generazioni, le seconde.

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