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Il caso di Andrea dello Novo

Il giorno dell’Epifania del 1714 Andrea dello Novo inoltra agli Officiali della confraternita di Santa Margherita un’istanza per essere ammesso nel sodalizio.
La domanda suscita qualche perplessità perché il mittente asserisce e documenta di essere da tempo iscritto nella confraternita di Santa Caterina in Ardinghi, ma che avendo cambiato abitazione ed essendosi trasferito nell’ambito della parrocchia di San Giovanni Battista, intende cambiare anche confraternita, conservando la sua “anzianità”. La questione trova soluzione il seguente 25 febbraio quando la banca priorale di S. Caterina invia un nulla osta con cui si confermano le doti morali possedute dal richiedente; il documento è firmato da d. Matteo D’Agostino Padre della confraternita, da Tommaso de Amaro Priore, da Aniello de Masi 1° Assistente, da Domenico De Mauro 2° Assistente, da Fabrizio Masi(?) e da Andrea Chiavazzo Maestri e così recita:

Essendoci stato rechiesto a noi sottoscritti Officiali, Priore e Prefetto da Andrea del Novo, fratello arrolato nella Congregazione di S. Caterina della Terra d’Angri, da più anni havere esercitato l’officio di vero fratello in detta congregazione, ci à richiesto ed istanza, che avessimo fatta rinuncia che il medesimo voleva arrolarsi, sotto il stendardo della Confraternita di S. Margarita, della medesima Terra d’Angri, alla quale rinuncia noi ci damo il consenso, che il medesimo si applica al servitio di Dio in detta Congregazione di S. Margarita, et riceverlo li officiali di quella come vero fratello vecchio, della nostra Congregazione, osservando però tutte le regole che in detta Congregazione sono stabelite dalli Officiali della medesima, et in fede della verità la detta rinuncia, l’abbiamo firmata di nostra propria mano. Angri 25 febraro 1714 (seguono le firme)

L’episodio ben si colloca nell’ambito del particolare periodo in cui si sta facendo strada l’Illuminismo che, da una parte, avvia la diffusione dell’ateismo, inteso soprattutto come rifiuto del Cristianesimo, creduto fonte di errori e di superstizioni, e dall’altra ravviva la necessità delle classi meno abbienti della popolazione di coltivare il senso di appartenenza e di rifugiarsi nella Fede per mantenere vivi i principi a cui si erano ispirate le precedenti generazioni. Non a caso, quindi, con la Rivoluzione francese sorgerà quel forte anticlericalismo che mirerà a ridurre il potere temporale della Chiesa.

Giancarlo FORINO
Associazione PanacèA

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