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Giovani angresi all’estero: “Voglio per Angri il cambiamento”

Torna la nostra rubrica che tratta delle esperienze dei giovani angresi che si trovano all’estero, per studiare in merito al progetto Erasmus. Abbiamo incontrato Rosalba Porpora, giovanissima studentessa, ecco cosa ha voluto raccontarci.
-Che facoltà frequenti e qual è il percorso che ti ha portato a scegliere l’esperienza dell’Erasmus?
“Frequento la specialistica in Progettazione Architettonica della Federico II di Napoli. Sono partita per l’Erasmus stanca di quello che la mia università mi offriva, nella speranza di ampliare il mio bagaglio di esperienze e di conoscenze e di seminare qualcosa per il mio futuro (sappiamo tutti che l’architettura così come il design non sono i campi più in voga quaggiù) Tutte le aspettative che avevo sono state in ogni caso rispettate.”
-Dove ti ha portato e in quale lasso di tempo?
“Sono partita per Berlino il 27 settembre 2013 e vivo ancora lì.”
-Perché hai scelto Berlino e cosa credi che questa città apporterà al tuo bagaglio umano e di professionista?
“Io volevo fermamente andare a vivere a Berlino. Era la mia meta. Ho scelto Berlino perchè volevo scoprire una cultura totalmente diversa dalla mia. Credevo, e credo, che un Erasmus in Spagna sarebbe stato troppo facile, volevo scontrarmi con qualcosa di totalmente diverso e mettermi alla prova. L’ho scelta senza dubbio anche per le prospettive lavorative. Quello che mi ha dato è un modo totalmente nuovo di vedere le cose e di vivere la vita. Ho vissuto delle esperienze in un anno che, nel bene e nel male, non credo sarebbero capitate nel corso della mia intera vita se fossi rimasta qui. Sono diventata una persona più forte, sicura, tranquilla, aperta e la mia capacità di cavarmela da sola è aumentata nettamente. Professionalmente, mi ha aperto le porte verso quello che voglio fare nella mia vita, ho avuto la possibilità di imparare tanto e farlo da persone che sono dei miti per me. Ovviamente non è e non è mai stata una passeggiata. Se vogliamo elencare una difficoltà, una a caso, pensiamo al tedesco.”

-Cosa porteresti di Angri a Berlino e cosa di Berlino ad Angri?
“Posso dire che di Angri a Berlino porterei i miei amici? Ed anche la semplicità nell’incontrarsi, senza bisogno di segnarlo in agenda tre settimane prima. La lista delle cose che importerei è invece infinita. In primis: il rispetto, verso il prossimo, verso se stessi e verso il proprio territorio, che qui ahimè manca. Importerei il fermento culturale, le esposizioni artistiche organizzate da giovani in ogni dove ed importerei la sensazione che quella città ti trasmette ogni giorno: sembra che tutto sia possibile. Ecco, vorrei provare qui quello che provo lì: la sensazione di poter realizzare i miei sogni. Importerei la libertà, quella di camminare per strada senza essere giudicati, quella di andare in una caffetteria a lavorare al computer e bere un caffè per conto proprio senza essere guardati male, di esprimere se stessi senza pensare al giudizio altrui, di poter essere ogni giorno quello che davvero si vuole essere. Le piste ciclabili, la possibilità di muoversi con i mezzi o con la bicicletta senza bisogno della macchina, sono altre cose che mi mancano tantissimo quando sono qui, ad Angri. Insieme al verde, i parchi e la natura.. Non tutto questo cemento che ci circonda e che continua ad aumentare giorno dopo giorno. “

-Cosa ti è mancato di più della tua città?
“I miei amici, la mia famiglia, il sole ed un buon caffè.”

-Da giovane donna e soprattutto cittadina angrese, cosa auguri ai giovani della tua città?
“Di aprire i propri orizzonti, di non aver paura e di credere tanto in se stessi.”

-Avrai la possibilità di votare per le prossime elezioni comunali? Cosa ti aspetti da una nuova o comunque rinnovata amministrazione?
“Un pensiero ai problemi reali e non ad aspetti superficiali della vita quotidiana. Un badare alla collettività piuttosto che agli interessi personali. Un’attenzione verso la natura. (non esiste più un albero in questa città ed è vergognoso). Non credo avrò la possibiltà di votare, in ogni caso.”

 

Antonella Grimaldi

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