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Giovani Angresi all’estero: “Perché partire mi insegna come restare a casa”.

ANGRI’80 resta sempre sintonizzato sui giovani e torna a raccontarvi le esperienze dei nostri concittadini che hanno aderito all’esperienza Erasmus. Questa volta, abbiamo incontrato Raffaele di Rosalia, studente presso la Facoltà di Lingue dell’Università degli Studi di Salerno, “naturalizzato” angrese, già da qualche tempo.

Che facoltà frequenti e qual è il percorso che ti ha portato a scegliere l’esperienza dell’Erasmus?

Frequento la facolta’ di Lingue e Culture straniere presso l’Università degli Studi di Salerno. I motivi principali che mi hanno spinto a scegliere l’esperienza dell’Erasmus sono, per quanto possano apparire scontati, l’opportunita’ di migliorare la conoscenza della lingua inglese e l’entrare in contatto con una cultura diversa dalla mia. Studiare all’estero è un ottimo modo per ottenere fiducia in se stessi, ampliare i propri orizzonti e sviluppare competenze ed esperienze che possono migliorare la possibilita’ di trovare lavoro in futuro. 

Dove ti ha portato e in quale lasso di tempo?
Ho scelto un programma di mobilita’che ha una durata di 10 mesi: mi ha portato in Inghilterra, precisamente a Leeds, nella contea del West Yorkshire. 

Perché hai scelto questa città e cosa credi che questa città apporterà al tuo bagaglio umano e di professionista?

Sono sempre stato affascinato dalle grandi citta’ e Leeds, in quanto tale, ha un gran potenziale. Inoltre, l’University of Leeds utilizza degli approcci alla didattica innovativi: da studente, posso avere accesso a strutture accademiche impressionanti e infinite risorse online. Possiede inoltre una delle più grandi biblioteche del paese. Il sistema e’ completamente diverso da quello italiano e questo inizialmente mi ha portato ad avere non pochi problemi: l’apprendimento avviene attraverso una combinazione obbligatoria di lezioni, seminari, esercitazioni di gruppo a cadenza settimanale e molte ore di studio in autonomia. Credo che sviluppero’ la capacita’ di adattamento in varie situazioni: integrarsi, capire la cultura locale, saper gestire le differenze e imparare a conviverci non è facile, ma mi piace mettermi alla prova.

Cosa importeresti ad Angri dalla città in cui stai vivendo, e cosa dalla città in cui stai vivendo ad Angri?
Della cittá in cui sto vivendo, Leeds, importerei senza ombra di dubbio l’organizzazione pubblica, ognuno quì è ligio al proprio dovere, il che rende la città funzionale e molto ben organizzata. Ma di Angri esporterei la passione per le nostre tradizioni, e il calore che investiamo nel quotidiano. Sono cose di cui prendi a sentire la mancanza, quando non puoi darle per scontato.

Cosa ti manca di più della tua città?
Scontatamente il clima e il cibo: l’Inghilterra non è famosa per le belle giornate e per la buona cucina! Ma soprattutto il senso di aggregazione che abbiamo noi italiani, in particolare al sud. L’idea di stare insieme, semplicemente, senza alcun altro scopo.

Da giovane uomo e cittadino, cosa ti auguri per i giovani angresi?
 Non posso che augurare ai giovani angresi un’esperienza simile quella che sto vivendo: con le sue difficoltà, i momenti di tristezza, nostalgia e gioia, un’esperienza del genere ti aiuta a crescere, ti da la possibilità di conoscere lati del tuo carattere che non avevi mai esplorato e soprattutto un’esperienza all’estero per le persone che, come me, si lamentano spesso della propria città, aiuta a far avere di essa una maggiore considerazione ed ad apprezzarla per ciò che è. Partire mi sta insegnando come restare a casa, per valorizzare la mia città e aspetti che prima neanche consideravo. Partite se volete imparare come tornare a casa!

Antonella Grimaldi 

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