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Giovani Angresi all’estero: “il mondo è un libro, e chi non viaggia, ne legge una pagina sola”.

Torna la rubrica di ANGRI’80 che da voce ai nostri giovani concittadini che hanno aderito al progetto europeo Erasmus, riservato agli studenti universitari. Abbiamo incontrato, questa volta, Antonio Raiola, ecco cosa ha voluto raccontarci.

Che facoltà frequenti e qual è il percorso che ti ha portato a scegliere l’esperienza dell’Erasmus?

Studio lingue e culture straniere all’Università degli Studi di Salerno, in particolare studio inglese e francese.
Sinceramente fino a poco tempo fa non pensavo di voler fare quest’esperienza (infatti ho deciso in meno di un mese)… Però mi sono reso conto di quanto fosse importante per imparare una lingua “immergersi ” in un altro mondo, in un altra cultura e confrontarsi con essa. L’ho capito anche ascoltando racconti di amici e colleghi che avevano fatto un’esperienza simile.

Dove ti ha portato e in quale lasso di tempo?


Adesso sono in Erasmus a Saint Etienne una piccola città nella regione Rhône-Alpes, nel sud della Francia. Inizialmente, ero tentato a scegliere mete più “note” come Marsiglia, ma poi ho optato per una città meno “affollata” per immergermi a pieno nello stile di vita, perché se vai a studiare in grandi metropoli rischi innanzitutto di imbatterti più in persone straniere che persone autoctone (nel mio caso francesi) e dunque finisci per praticare poco la lingua. E poi i ritmi di una piccola città sono più confacenti all’esigenze di uno studente.

Perché hai scelto questa città e cosa credi che questa città apporterà al tuo bagaglio umano e di professionista?

Credo che il ricordo più bello che ho di Saint Etienne sia il calore, l’affetto e la disponibilità degli abitanti, nei confronti degli stranieri. Questa è una città universitaria e dunque sono abituati ad avere a che fare con persone straniere soprattutto studenti, questo li rende di una disponibilità rara, che forse non avrei riscontrato, in altre città della Francia.

Cosa importeresti ad Angri dalla città in cui stai vivendo, e cosa dalla città in cui stai vivendo ad Angri?

Di Angri importerei sicuramente il clima: qui fa molto freddo! Basti pensare che ad inizio settembre avevamo già acceso i riscaldamenti, la mattina il termometro tocca i 5 gradi, e siamo solo all’inizio! Ma sarebbe bello importare anche qualche esempio del nostro folklore, la tradizione, qui, non è molto sentita, come invece nella nostra città. Non hanno la nostra stessa passione nel rispetto delle tradizioni, cosa che, invece, io trovo fondamentale, in ogni singolo cittadino, per sapere sempre quali sono le nostre vere radici.

Cosa ti manca di più della tua città?

Innanzitutto, il clima, e poi la cucina. Purtroppo non sono un grande estimatore della cucina francese, e mi manca da morire una buona pizza! E poi, come dicevo prima, la tradizione, le nostre feste, le nostre usanze.

Da giovane uomo e cittadino, cosa ti auguri per i giovani angresi?

Da cittadino angrese auguro ad ognuno di inseguire i propri sogni e non arrendersi mai, ma soprattutto bisogna viaggiare il più possibile, anche non facendo l’Erasmus. Perché un viaggio non è solo visitare e conoscere nuovi posti, ma un esperienza di vita che ti permette di accrescere sempre di più il tuo bagaglio culturale. Del resto, come diceva Sant’Agostino: ” il mondo é un libro e chi non viaggia ne legge solo una pagina”.

Antonella Grimaldi

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