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Don Marco Limodio missionario in Canada

Lo scorso 14 settembre il vescovo Giudice ha annunciato la tua partenza per il Canada.
Sì. Partirò il 5 ottobre e andrò a Montréal, nella parrocchia di S. Maria Ausiliatrice e sarò collaboratore del parroco Pierangelo Paternieri. Ci siamo messi già in contatto, è di origini italiane.
Perché Montreal?
In realtà, ho fatto richiesta alla fondazione Migrantes, che è l’organismo costituito dalla CEI per accompagnare e sostenere le Chiese nella cura pastorale dei migranti, chiedendo di inviarmi laddove c’è più bisogno e loro mi hanno proposto la città di Montreal.
Quindi ti occuperai di evangelizzazione?
Si evangelizza sempre. Anche qui ad Angri. Per gli italiani all’estero è importante avere un sacerdote che celebri in italiano, avere la possibilità di coniugare fede, storia e cultura. Paternieri, in una recente intervista, ha ricordato che Montreal oggi stia sta attraversando una grave crisi religiosa. Le chiese non sono più frequentate, alcune sono persino in vendita. Pensa che mi ha anche chiesto di andare con qualche altro sacerdote.
In passato sei stato anche in Albania. Come nasce la tua vocazione missionaria?
È un desiderio che ho dentro già dai tempi del seminario. Sono stato in Albania per ben due volte: nel 2004 e tra il 2006-2007 come animatore in seminario. Adesso la chiesa diocesana mi manda in Canada come fidei donum. Credo sia importante aprirsi e rendersi disponibili dove c’è più bisogno.
Quanto resterai?
5 anni che potranno poi essere rinnovati.
Ha fatto molto parlare e anche preoccupare lo spiacevole episodio legato alla tua auto. Cosa è accaduto?
L’auto era parcheggiata davanti alla chiesa dalle 14,00 del pomeriggio. Verso le 22,15 si è incendiata. Adesso è stata sequestrata dai carabinieri. Era stata fatta la manutenzione. L’incidente non dipende sicuramente da incuria.

Mariateresa Caiazzo

(dal numero di Ottobre 2013)

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