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ANGRI S.P.A. Sembra ormai chiaro l’andamento “politico” di questa Amministrazione: togliere alla gestione pubblica per affidarla ai privati.

Ne è esempio magistrale la “questione” pubblica illuminazione. Ovvero un affidamento per 22 anni, a tasso fisso, a un terzo. Ma di esempi, o di “tentativi” mal riusciti, di procedure similari se ne contano, purtroppo per noi Angresi, ormai troppi.

Tuttavia, a voler onorare il vero, è necessario premettere che questo “sport” chiamato “finanza di progetto”, ha radici ben più lontane. Tutto prese spunto nel 2007, con una amministrazione di centro-destra che vide vita breve. A quei tempi, tutto era mirato ad attuare più o meno le stesse cose che si stanno, a tentoni e non senza passi indietro e figuracce, realizzando ora. A partire dalla “frenesia” di validare il Piano urbanistico comunale, con tutti i “favoritismi” che ne sono conseguiti, passando per le varie “chiusure di un occhio” (ma anche in molti casi di ambo i bulbi oculari), nelle concessione delle licenze edilizie. Dicevamo, un quadro che ormai sembra essere inarrestabile e che, forse per opportunità mista a inefficienza e tentativi vari di “tiraggio della giacchetta” (altro sport amato da alcuni gruppi consiliari di maggioranza, ma anche di qualche consigliere che fa finta di sedere all’opposizione), a mio avviso rappresenta la condanna definitiva di questo paese alla cementificazione selvaggia, alla spartizione delle prebende e all’avallare abusi presenti, passati e futuri, frutto di una volontà che non è per nulla un “caso” fortuito. Vorrei però soffermarmi a uno di questi “casi” in particolare: il futuro delle ex M.c.m. Tale spazio, che ricordo essere di proprietà privata, ha avuto negli anni diverse progettualità, sempre legate alla attività della famiglia di cui era “Patron” Antonino Russo. Dopo la “svendita” di tale area, durante l’era dell’amministrazione Postiglione (quando il “buon” Lettieri le acquistò dal Governo, per poi rivenderle qualche tempo dopo al Russo n.d.r.), questi suoli sono stati oggetto di tentativi di “riqualificazione” e, in linea con il piano di decentralizzazione delle attività industriali, la proprietà ha deciso di costruirci alloggi. In un primo momento si è visto un progetto che prevedeva molti più spazi verdi e “aperture” al transito pedonale, da zona a zona, con la possibilità di “limitare” i danni dovuti all’innesto di circa 150 appartamenti. Poi però le cose sono cambiate. Inutile parlare del tentativo di “aumentare gli alloggi in essere”, portandoli a circa 200 (tentativo che ha portato la procura ad indagare nel merito), quanto piuttosto risulta doveroso fare una analisi di cosa è accaduto “in seguito”. Nel prosieguo di quella che non posso altrimenti definire se non come “svendita” del nostro territorio e dei servizi ad esso connessi, sono rimasto allibito e sconcertato nell’aver preso atto di un progetto di costruzione edilizia all’interno della ex M.C.M. che non solo è oggettivamente “brutto” (vedi “caserme” chiuse, che si ripetono in ossequiosa ottimizzazione dei profitti), ma che presenta anche una riduzione drastica (rispetto ai progetti precedenti) di area verde e spazi fruibili di percorrenza per la cittadinanza. La cosa che però più mi ha colpito, facendomi venire conati di vomito, è l’aver deciso di “relegare” letteralmente “all’angolo” gli alloggi di edilizia residenziale sociale (E.r.s.). Questi ultimi nascono per “integrare” e, al di là del mero obbligo di legge che impone ai proprietari di edificarne in maniera proporzionale ai vani in “libera vendita”, non certo per creare nuclei abitativi di serie A e di serie B. Questa “ghettizzazione” è indegna di una progettualità che rispetti i minimi principi di coesistenza e opportunità civile integrativa. La nostra amministrazione potrebbe ancora “salvare il salvabile” (per usare un eufemismo) e tornare sui propri passi, rimodulando di concerto con proprietà e costruttori il progetto stesso. Uso il condizionale perché credo che,seppur hanno la piena legittimità elettiva, non so se abbiano la piena libertà morale e materiale di poterlo fare. A Natale il regalo più bello, come sempre, è stato fatto alle lobby del cemento e agli Pseudo-Imprenditori (Prenditori) che approfittano della svendita cittadina. Questa amministrazione sta riuscendo laddove una amministrazione di centrodestra di qualche anno fa ha fallito, non avendo avuto il tempo di portare a compimento QUESTO SCEMPIO. Scempio che, ahinoi, è stato solo rimandato ad oggi!!
Eugenio Lato

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