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Esperienza interessante e formativa dei ragazzi del Liceo “La Mura”, diretto dal professore Filippo Toriello. Ancora Europa e Giovani: “Con l’UE alla scoperta del nostro futuro”.

Di pari passo all’esperienza che ha voluto 30 ragazzi del cittadino Liceo La Mura in viaggio per Londra (di cui si parla sul numero di Settembre di ANGRI ’80), altrettanti giovani liceali dai 16 ai 19 anni hanno avuto la possibilità di un’esperienza lavorativa in diverse aziende fiorentine. Abbiamo incontrato il Professor Giuseppe Robustelli, insegnante designato come accompagnatore, insieme ai colleghi docenti Aniello Squitieri, Gennaro Sabatino, Maria Felicia Pecoraro.

Professore, come ha vissuto e cosa ci racconta di quest’esperienza?
“È stata un’esperienza interessante. Il mio gruppo, quello della Vivibilità del nostro territorio, composto da 15 tirocinanti, alunni di classi terze, quarte, quinte e diplomati, ha fatto molte esperienze. Si è girato per diverse aziende: agricole, vinicole, di metereologia, di analisi ambientali, riserve naturali ecc. I ragazzi hanno potuto vedere come si coltivano i prodotti biologici, come vengono assemblate alcune macchine utensili, come vengono cucite le borse di cuoio e così via”.
-Com’era divisa la giornata dei ragazzi?
“Si usciva alle 8:30-9:00, si pranzava all’una, si ricominciava verso le 14:00 e si finiva alle 18:00. Siamo più volte usciti per Firenze e abbiamo goduto a pieno dell’aria di questa bellissima città italiana. Durante il weekend, invece, ci siamo dedicati alle escursioni: Siena, Pisa, San Gimignano, Monteriggione, Vinci, Giardino di Boboli, Uffizi…”
La sua personale esperienza più bella, durante questo viaggio?
“L’incontro con una contadina ottantenne, che ha tenuto una lezione di agricoltura biodinamica da brivido, usando un linguaggio fluido e facendo esempi toccanti e sempre calzanti, insomma ha dato una lezione di vita a noi tutti (Azienda agricola Casale). E’ stato davvero istruttivo quanto emozionante”.
E quella che vorrebbe dimenticare?
“Non ci sono momenti da dimenticare, forse il cibo non è sempre stato ottimo, ma forse dipendeva dal nostro palato, che è prettamente meridionale”.
Come crede che quest’esperienza abbia influito sulla preparazione dei ragazzi e cosa hanno ricavato da quest’esperienza?
“È un’esperienza da ripetere, perché i ragazzi ne escono molto più arricchiti sia dal punto di vista umano che professionale. E lo stesso vale per noi, adulti. Hanno avuto modo di confrontarsi con una realtà molto lontana da quella di una piccola città di Angri, e hanno potuto sperimentare cosa li aspetta, al di fuori della scuola. Hanno, almeno in parte, intravisto il loro futuro. Con me porto il ricordo di un’esperienza davvero ricca, e che spero possa ripetersi negli anni!”.
Abbiamo incontrato anche Emanuele Bifolco e Angelo Giordano, due giovani studenti che hanno avuto la possibilità di intraprendere questa esperienza.

In cosa consisteva questo stage?
Emanuele: “Innanzitutto, siamo stati divisi in due diversi gruppi da 15 componenti, il mio trattava la “Comunicazione scientifica”. Infatti, abbiamo trattato di pubblicità, grafica, montaggio, fotografia e quasi tutti i mezzi di comunicazione che toccano e riguardano anche le nuove tecnologie. Unendo la teoria e la pratica, abbiamo imparato qual è il vero valore della pubblicità, quali ambiti può andare a toccare; se è una pubblicità emotiva, o se è una pubblicità che va a colpire aree del cervello ben specifiche. E’ stato davvero interessante.”

Angelo: “Il nostro stage aveva come indirizzo principale “La vivibilità nel territorio”, ovvero l’inquinamento in generale, apportato a qualsiasi campo. Ma abbiamo anche studiato il bio applicato alla coltivazione. Inoltre abbiamo anche affrontato il tema dell DOC e FIP, visitando una delle aziende di controllo più importanti in Italia: la PH.”

Per quali aziende avete lavorato?
Emanuele: “Il nostro lavoro è suddiviso tra due diverse aziende: in una abbiamo seguito dei corsi, mentre in un’altra, specializzata  nell’innovazione e nella pubblicità. E’ l’azienda che ha realizzato il cruscotto Gucci a tiratura limitata, per la nuova 500. Qui, siamo stati affiancati da un tutor, Alessandro, che si occupa esclusivamente di montaggio, e con lui abbiamo effettivamente lavorato, constatando quanta precisione ci voglia in una simile attività. Dopo un’ulteriore suddivisione in due gruppi, abbiamo anche realizzato una pubblicità tutta nostra.”

Angelo: “Abbiamo visitato diverse aziende: infatti, diversamente dall’altro gruppo, ove il tema permetteva una sola via unica di stage, noi potevamo spaziare su qualsiasi campo il che ci ha permesso di poter avere una visione a 360 gradi!”

Cosa vi ha lasciato questa esperienza, sia a livello formativo che personale?
Emanuele:  “Senza dubbio, mi ha lasciato una nuova consapevolezza nel mondo del lavoro e nelle mie aspettative per il futuro. Senza contare, che adesso non lascio più passare inosservate le pubblicità che vedo: mi soffermo sull’analizzare, cercando di capire cosa vogliano trasmettere e a quale area di interesse appartengono. A livello formativo, ci è stato rilasciato un attestato, che potrebbe valere anche a livello universitario.

Angelo: “A livello formativo, questa esperienza ci ha aperto la mente su molti fronti. Molti di noi a hanmo anche avuto la possibilità di valutare differenti indirizzi universitari, in più abbiamo preso coscienza del fatto che saremo noi i prossimi “proprietari” se così vogliamo dire, di questa terra e dovremmo averne maggiore cura. A livello personale, credo ci abbia regalato la capacità di interagire in qualsiasi campo, come anche la maturità di saper affrontare in futuro una qualsiasi attività lavorativa, difatti le aziende ci hanno anche introdotto alla parte amministrativa e burocratica.”
Antonella Grimaldi

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